Superlega, Moggi: "Scontro serio, sarebbe da ridurre Serie A a 16 squadre"

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"Sicuramente è uno scontro serio. La prima cosa è che sarebbe da ridurre il campionato italiano non a 20 ma a 16 squadre, ma alcune società diranno: ma la meritocrazia dove sta? Ma il calcio è business, se da una parte si prende uno e dall'altra 7, si sceglie 7. Lo scontro avverrà ma secondo me è più una minaccia che uno scontro. Le minacce come quella che i giocatori non possono essere convocate delle proprie nazionali e altre potrebbe portare a trovare una via di mezzo. Il problema principale è il business che porterà, come al solito, a creare un tavolo dove si sederanno gli ammutinati con Uefa e Fifa e troveranno un accordo su basi diverse, qui si tratta solo di soldi". Sono le parole dell'ex dg della Juventus, Luciano Moggi, all'Adnkronos sulla nascita della Superlega.

"I club non dovrebbero partecipare al campionato, ma come si fa così all'improvviso? I giocatori non possono partecipare alle nazionali, ma è un discorso difficile da fare. Il calcio non è più uno sport, lo è il sabato e la domenica e gli altri giorni è un business e adesso tutti cercano di guadagnare di più. E' brutale dire quello che nella sostanza nasconde. Il calcio nazionale perde quota, su questo non c'è dubbio, e non so fino a che punto prenderà spunto il calcio internazionale. Altre squadre vorranno entrare nella Superlega? Non so. Di sicuro c'è l'incontro tra squadre e di un certo lignaggio, di città importanti, escludendo la meritocrazia" ha aggiunto Moggi.

"Cosa avrebbe fatto Gianni Agnelli? Con lui tutto questo frastuono non succedeva ma non so con precisione, i tempi cambiano. Le società sono oberate di debiti e si inventano una Superlega che potrebbe anche essere un'attrazione, che però ha dei contrasti, si gioca infrasettimanalmente ma non potranno poi farsi i turni infrasettimanali e anche la Coppa Italia sarebbe a rischio, poi bisogna vedere se giocatori che giocano con queste squadre non possano giocare con la nazionale. Mi sembra siano cose messe lì per formare un tavolo e fare una trattativa" ha aggiunto l'ex dg della Juventus.

"Questo potrebbe portare a dire: noi facciamo questa Superlega, il mercoledì o il giovedì, voi non potete fare le gare infrasettimanali e le Coppe nazionali, sono cose che impegnano a trovare una via di mezzo. I toni sono abbastanza accesi, ma quando è così vuol dire che c'è qualche tentativo che deve esser posto in atto. Altrimenti si dovrebbe portare a 16 il campionato e chi vince il campionato di Serie B resta lì, del resto anche la Superlega non contiene retrocessioni. Non so se si perde l'essenza della combattività, ma si parla di tanti soldi, 7 miliardi e mezzo...", ha concluso Moggi all'Adnkronos.