Superlega, non è finita: fra clausole d'uscita e contratti vincolanti, chi è rimasto può fare causa a chi è uscito

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La Superlega non è finita o meglio, ci sarà ancora ampio margine di discussione dato che gli accordi firmati fra le parti e che sono stati rescissi dai club che si sono tirati indietro prevedevano clausole e conseguenze. Non è un caso che nel comunicato emesso dalla Juventus, infatti, non si parli apertamente di "uscita dalla Superlega", bensì di "infattibilità per come proposta in origine".

DATE DI USCITA E COSTI - Il Financial Times ha svelato nel dettaglio quelle che erano le clausole d'uscita dalla SuperLega e che per Agnelli e Perez rappresentavano un patto vincolante, quasi di sangue. Innanzitutto erano progettate per costringere i club a non abbandonare prima del giugno 2025 e dall'anno successivo in poi ci sarebbe dovuto essere un preavviso di una stagione- I club sarebbero stati obbligati a rimborsare parte della sovvenzione iniziale, ovvero i 3,25 miliardi di euro destinati a essere suddivisi tra i 15 club fondatori e finanziati da JPMorgan.

SANZIONI - Cosa ha spinto però i club inglesi a prendere subito la via d'uscita? Le penali dipendono direttamente dal flusso di denaro in favore delle società, ma i club uscendo all'istante non hanno in realtà incassato nulla dei proventi della nuova competizione. Cosa può quindi ora tenere viva almeno l'idea della Superlega?

CHI È RIMASTO PUO' FARE CAUSA - La risposta è di tipo legale perché i contratti firmati fra i club sono in realtà vincolanti e lo stesso Florentino Perez aveva assicurato di essersi mosso con studi legali per "parare" eventuali contromosse di Uefa e governi. Ecco il pericolo è essenzialmente questo, ovvero che le società rimaste nella competizione come Juventus, Real Madrid e anche Milan potranno fare causa e rivalersi sulle squadre invece uscite prematuramente e che hanno costretto la Superlega a chiudere subito i battenti.