Superlega, non è finita: la società è ancora in vita e Perez vuole portare l'Uefa in tribunale Antitrust perché 'agisce come un monopolio'

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Superlega? Non è per niente finita qui, anzi, dopo la sospensione (e non l'annullamento) dell'idea di mettere in atto questa nuova competizioni, le parti in causa, Uefa e club, si stanno muovendo con forza per vie legali al fine di difendere la rispettiva posizione. Da un lato c'è il presidente Ceferin che minaccia provvedimenti per le società coinvolte, dall'altra gli stessi club stanno cercando di tutelarsi, sia nel rapporto fra loro stessi, ma anche con la federcalcio europea.

SOCIETA' ANCORA IN VITA - Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, infatti, tutti i club sanno che per il momento non c'è possibilità di riproporre questo format, ma formalmente almeno 4 di essi fanno ancora parte della società consortile European Superleague Company SL, che esiste, ha sede in Spagna e ha un consiglio di amministrazione dove siedono ancora le proprietà dei 12 club (per il Milan c’è Gordon Singer, per l’Inter Zhang) e che ha anche un capitale (minimo) già versato. Perché i club non ne escono? Perché pensano in questo modo di essere più tutelati legalmente: blindati dalle possibili cause interne e nell’ipotetica posizione di far a propria volta causa agli inglesi che per primi hanno rotto il giocattolo.

ANTITRUST - C'è però di più perché Florentino Perez ha avviato e vuole portare avanti un'altra causa legale di fronte all’Antitrust in cui si punterà il dito contro l’Uefa nella sua doppia veste di regolatore (fa le norme e punisce chi non le rispetta), ma anche di organizzatore degli eventi (con annessi incassi e proventi). Sono due ruoli che in altri sport, come ad esempio la Formula 1, sono ben distinti, mentre la Uefa, secondo Perez, agisce in un regime di autentico monopolio impedendo alle squadre di creare tornei alternativi. Il patron del Real sa che una sentenza del Tribunale di Madrid, martedì scorso, aveva emesso una misura cautelare per tutelare la Superlega, dicendo che i club non possono essere espulsi perché l’Uefa, appunto, non può essere l’unico che organizza le competizioni e su questo Florentino vuole andare avanti.