Szczesny spazza via il fantasma di Donnarumma: non è lui il problema della Juve

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Il simbolo della svolta al contrario di inizio stagione era Wojciech Szczesny. Un po' perché i suoi errori sono stati pesanti, basti ricordare ai punti persi contro Udinese e Napoli (anche) a causa di qualche sua paperona. Un po' perché era ancora vivo negli occhi di tifosi e addetti ai lavori il ricordo di Gigio Donnarumma miglior portiere dell'Europeo e poi finito al Psg a parametro zero: se la Juve fosse riuscita a cedere Szczesny allora avrebbe ingaggiato il portiere della Nazionale in uscita dal Milan, il polacco ha infatti rifiutato di fatto sul nascere ogni opzione diversa dalla permanenza in bianconero e quello di Gigio è diventato rimpianto. Un bel fardello supplementare da sopportare per il polacco, che negli anni aveva già dovuto fare i conti con l'impossibile eredità di Gigi Buffon, facendo salire strada facendo aumentare i dubbi per un ingaggio da top player che proprio in occasione del mancato affondo per Donnarumma erano tornati a galla: 7 milioni netti, più ricchi bonus permanenza per gli agenti. Mixando il tutto, a inizio stagione proprio Szczesny era diventato il simbolo di una Juve che poteva cambiare e non c'era riuscita. Ma a differenza di un Aaron Ramsey qualunque, all'interno della Continassa non è mai mancata la fiducia su Tek, certo Donnarumma sarebbe stato accolto a braccia aperte ma non è stato in alcun momento identificato nel portiere un punto debole: era solo questione di tempo e poi sarebbe tornato sui suoi livelli, di questo Max Allegri non ha mai avuto dubbi. E se la Juve non è andata a picco forse definitivamente contro la Roma, il merito è anche di Szczsny.

BILANCIO POSITIVO – La prima svolta arrivò già in occasione di Juve-Milan, la paratona su Kalulu aveva impedito la terza sconfitta in quattro giornate e qualche punticino era stato rimesso sul piatto dei pro. Poi con la Juve che ha sempre fatto fatica, le sue parate qua e là si sono trasformate anche in punti guadagnati, il rigore annullato Veretout nella sfida d'andata con la Roma è solo quello tornato facilmente alla mente dopo il colpo gobbo su Pellegrini. Sempre meno responsabilità sui gol subiti, sempre più i suoi guantoni quando c'era da limitare i danni. E ora altri due punti salvati nel folle 3-4 di Roma, anche il bilancio si fa adesso positivo rispetto a quei sanguinosi e pesantissimi punti persi a inizio stagione. Poi Donnarumma resta rimpianto, ma non è in porta il punto debole di una Juve che nonostante l'exploit dell'Olimpico sembra ancora parecchio sbagliata.

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