Tecnica Aprilia RS-GP 2020: la MotoGP con l'ala anteriore

Franco Nugnes
motorsport.com

L’Aprilia fa sul serio. La RS-GP 2020, che ha fatto il suo debutto nello shakedown di Sepang con Bradley Smith, non ha un bullone uguale alla MotoGP dello scorso anno.

Rappresenta un taglio netto con il passato e un salto nel futuro, con alcune scelte tecniche molto coraggiose (come l’ala anteriore) che evidenziano l’ambizione che spinge il team di Noale a guardare più in alto, pur essendo il costruttore che, finora, ha speso di meno.

Massimo Rivola, direttore generale di Aprilia Racing, ha chiesto un cambio di passo e Romano Albesiano l’ha assecondato. Il responsabile tecnico ha rotto l’autarchia in cui ha sempre vissuto la squadra veneta e ha cercato una nuova linfa creativa all’esterno. E gli effetti si vedono guardando la RS-GP 2020.

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Intorno al nuovo motore 4 cilindri a V di 90 gradi è nata una moto con una filosofia totalmente diversa dalla precedente RS-GP. La nuova Aprilia è indiscutibilmente più piccola, meno ingombrante e, quindi, sensibilmente più stretta: segue un filone di sviluppo che è stato estremizzato dalla Honda per Marc Marquez.

Aprilia RS-GP 2020

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Aprilia RS-GP 2020 Aprilia Racing

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Debutta l’alettone anteriore

Il telaio bi-trave in alluminio è totalmente nuovo: è più stretto, ma le cose migliori le cela sotto alle carenature. Bisognerà avere pazienza per scoprire tutte le curiosità, ma certo non passa inosservata la vistosa ala anteriore. È proprio il caso di chiamarla così perché è in un unico elemento e si integra al cupolino, caratterizzato da una punta che evidenzia la presa dinamica del motore di forma a tronco di piramide.

In sostanza Marco De Luca, l’aerodinamico ex McLaren (GT), Mercedes (DTM) e Ferrari (F1), ha pensato di riprodurre la stessa superficie che c’era nella somma delle alette 2019, deliberando una soluzione più efficiente, capace di ridurre la resistenza all’avanzamento, pur contribuendo a evitare l’impennata della ruota anteriore in accelerazione.

La soluzione genera del carico verticale sull’anteriore, permettendo di disegnare una carena con una sezione frontale più ridotta. Non ci sorprenderemmo se l’Aprilia abbia aperto un nuovo filone aerodinamico che sarà seguito anche da altri Costruttori.

Aprilia RS-GP 2020: ecco il convogliatore di flusso che carena la ruota anteriore

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Aprilia RS-GP 2020: ecco il convogliatore di flusso che carena la ruota anteriore Aprilia Racing

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Convogliatore anteriore

Molta cura è stata dedicata al parafango e alla presa d’aria di raffreddamento dei freni che si integrano in un unico elemento aerodinamico. È la prima volta che si osserva nel paddock della MotoGP una carenatura così estrema.

La Ducati aveva aperto la strada l’anno scorso introducendo sulla Desmosedici GP19 una parziale copertura in carbonio del cerchio anteriore che l’Aprilia ha reinterpretato, generando un vero e proprio convogliatore di flusso che riduce le turbolenze nocive generate dalla scia della ruota e permette di indirizzare dei flussi più puliti verso il posteriore.

Nell’immagine laterale della RS-GP 2020 si può osservare come la carena, specie in basso, sia lontana dalla gomma anteriore: il convogliatore di flusso, infatti, permette un passaggio d’aria destinato al raffreddamento più efficiente, tale da consentire l’installazione di masse radianti più piccole in una posizione più favorevole all’ideale distribuzione dei pesi.

Non solo ma anche l’estrazione dell’aria calda è stata piuttosto curata con una nuova fluidodinamica di sfogo che mostra come la carena si chiuda all'interno delle prese in una sorta di... prua di una barca.

Già dall’analisi dei primi particolari è facile capire come questa nuova Aprilia introduca alcuni concetti che potrebbero fare scuola. Il pilota sulla sella dovrebbe trovare un insieme molto più ergonomico nel quale i movimenti dovrebbero essere più reattivi e rapidi.

Aprilia RS-GP 2020: ecco il doppio scarico laterale

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Aprilia RS-GP 2020: ecco il doppio scarico laterale Aprilia Racing

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Doppio scarico e “smorzatore”

Nel posteriore non sfugge certo il doppio scarico laterale collocato sul lato destro del codone. Da un punto di vista estetico forse era più bello quello vecchio, ma è evidente che nel posteriore, seguendo la moda lanciata dalla Ducati, è comparso l’ingombrante “scatolotto” che potrebbe contenere dell’elettronica, ma anche uno smorzatore di vibrazioni.

Non è sfuggito il fatto che proprio il codone mostri una forma a presa Naca che si abbassa verso il posteriore e la camera-car che verrà installata in mezzo fra da separatore di flussi utili a ripulire (almeno in parte) la scia del gommone.

Insomma, aldilà di raffinatezze meccaniche che hanno permesso all’Aprilia di deliberare una MotoGP piccola e compatta, non si possono trascurare i diversi concetti aerodinamici sviluppati in una delle gallerie del vento della Toyota a Colonia.

Stando alle indiscrezioni la moto impegnata a Sepang è sostanzialmente quella che farà la sua prima uscita in Qatar con piccoli ritocchi…

Aprilia RS-GP 2020: si noti il nuovo telaio e la carena molto lontana dalla ruota anteriore

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Aprilia RS-GP 2020: si noti il nuovo telaio e la carena molto lontana dalla ruota anteriore Aprilia Racing

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