Tecnica Haas: soluzioni Red Bull nella filosofia Ferrari

Franco Nugnes
motorsport.com

Guardando il rendering della Haas che la squadra di Kannapolis ha diffuso ieri, la prima considerazione da fare è che si tratta di immagini lavorate al computer che non richiamano per forza la realtà, ma che, almeno per il momento, ci regalano il ritorno a una livrea più in linea con la storia della squadra diretta da Gunther Steiner. Il nero di Rich Energy non ha portato bene e tornare indietro alla tradizione non è sbagliato.

Fatta questa premessa va evidenziato come la VF-20 abbia una forte matrice che ricorda la Ferrari SF90. Non è un segreto per nessuno ricordare che la Haas ha impostato fin dalla nascita la sua presenza in F1 grazie alla strettissima collaborazione con la squadra di Maranello.

Se il telaio è Haas, la power unit, la trasmissione, i freni e le sospensioni sono made in Scuderia, ma l’aerodinamica (per vincoli dettati dal regolamento) è frutto di un lavoro svolto a Varano de’ Melegari dove si usa in modo molto più frequente il simulatore della Dallara.

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E siccome la Haas non dispone dello stesso budget di Maranello, molte scelte di progetto sono diverse, per cui non è giusto definire la VF-20 una “Ferrarina”, termine che non piace affatto a chi lavora con Rob Taylor, chief designer, e Ben Agathangelou, capo degli ingegneri.

Anche se a dare uno sguardo attento alla Haas potrebbe rivelare alcuni elementi distintivi della Rossa 2020 che scopriremo solo martedì 11 febbraio al Teatro Romolo Valli di Reggio Emilia.

A cominciare dalla sospensione anteriore che non evidenzia il bracket del triangolo superiore (che ci sarà con diverse opzioni), quanto il fatto che sembra leggermente disassato il triangolo inferiore molto stretto. Il braccio di sterzo è rimasto in alto ed è diventato il primo separatore di flusso, visto che genera un soffiaggio con l’elemento della sospensione.

La VF-20 sembra molto simile alla sua progenitrice, ma in realtà è l’evoluzione della SF90: l’ala anteriore che segue la filosofia outwash e il muso ne sono una plastica evidenza: il “naso” dispone di due narici proprio come la Rossa di fine stagione scorsa e abbozza la presenza di un cape ai lati dei piloni di sostegno dell’ala.

S-duct più in stile Red Bull
L’aspetto che differenzia il progetto, per esempio, è che l’S-duct non segue i dettami di Maranello, ma ha un concetto più simile a quello Red Bull che pesca l’aria sotto al muso e non dalle prese laterali. L’influenza di Milton Keynes si vede anche nel doppio boomerang che lega i bargeboard ai deviatori di flusso laterali.

Le pance hanno le prese di raffreddamento dei radiatori sopra al cono anti intrusione superiore con una maggiore pulizia d’insieme: la parte inferiore della fiancata è più svasata per permettere una maggiore efficienza del fondo.

Il sistema di raffreddamento si sarebbe allineato ai dettami di Maranello, ma pur avendo un disegno più spinto, la Haas dovrebbe adottare radiatori meno estremi. Gli specchietti sono integrati nei due supporti aerodinamici concessi dalle regole e anche in questo particolare riflettono l’influenza Red Bull con i soffiaggi intorno ai vetri.

Rool hoop più stretto

La VF-20 ha cambiato la forma della presa d’aria che alimenta il motore Ferrari e il radiatore dell’ERS. Ora l’airscope è triangolare e molto stretto, ma fra i due elementi del rool bar non si osserva la presa aggiuntiva che c’era sulla Rossa. Viene da pensare, quindi, che alcuni elementi del raffreddamento dalla parte alta del motore siano stati spostati nelle fiancate, con un packaging della power unit diverso.

Uno scarico della wastegate

La T-wing nasce biplana con un soffiaggio nella parte inferiore centrale. In coda la carrozzeria è molto chiusa intorno allo scarico. Il terminale piccolo della wastegate è unico, mentre la Ferrari ad Abu Dhabi ha provato una versione sdoppiata utile a sfruttare il soffiaggio (minimo) dei gas di scarico per migliorare l’efficienza dell’ala posteriore e dell’estrattore.

Nel retrotreno colpisce quanto sia stato sollevato il bracket della sospensione posteriore per evidenti ragioni aerodinamiche. Stando alle indiscrezioni la Haas ha mantenuto lo stesso passo dello scorso anno, nonostante una nuova trasmissione leggermente più corta.

Haas F1 Team VF-20

Haas F1 Team VF-20 <span class="copyright">Haas F1 Team</span>
Haas F1 Team VF-20 Haas F1 Team

Haas F1 Team

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Haas F1 Team

Pietro Fittipaldi, Haas F1 Team VF-19

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Pietro Fittipaldi, Haas F1 Team VF-19 Mark Sutton / Motorsport Images

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Guenther Steiner, Team Principal, Haas F1 Team

Guenther Steiner, Team Principal, Haas F1 Team <span class="copyright">Andrew Hone / Motorsport Images</span>
Guenther Steiner, Team Principal, Haas F1 Team Andrew Hone / Motorsport Images

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Gene Haas, proprietario del team Haas F1, nella conferenza stampa dei team principal

Gene Haas, proprietario del team Haas F1, nella conferenza stampa dei team principal <span class="copyright">Andy Hone / Motorsport Images</span>
Gene Haas, proprietario del team Haas F1, nella conferenza stampa dei team principal Andy Hone / Motorsport Images

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Romain Grosjean, Haas F1 Team

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Romain Grosjean, Haas F1 Team Andrew Hone / Motorsport Images

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Romain Grosjean, Haas F1 Team

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Romain Grosjean, Haas F1 Team Andrew Hone / Motorsport Images

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Kevin Magnussen, Haas F1 Team

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Kevin Magnussen, Haas F1 Team Andrew Hone / Motorsport Images

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Kevin Magnussen, Haas F1 Team VF-19

Kevin Magnussen, Haas F1 Team VF-19 <span class="copyright">Zak Mauger / Motorsport Images</span>
Kevin Magnussen, Haas F1 Team VF-19 Zak Mauger / Motorsport Images

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Kevin Magnussen, Haas F1

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Kevin Magnussen, Haas F1 Andrew Hone / Motorsport Images

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