Tecnica Yamaha: cupolino modulare e carenature estreme

Franco Nugnes
motorsport.com

La Yamaha ha impressionato nei test di Sepang. Per le novità tecniche che ha portato sulla pista malese e per la capacità di raccogliere informazioni con cinque piloti di rango in grado di segmentare il lavoro di sviluppo o di accelerare i tempi della delibera (o bocciatura) di certe soluzioni.

Sulla M1 abbiamo assistito alla fioritura di diversi elementi che evidenziamo come anche la Casa di Iwata abbia posto una particolare attenzione alla ricerca aerodinamica.

Valentino Rossi, Yamaha Factory Racing, con il cupolino senza aggiunta

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Valentino Rossi, Yamaha Factory Racing, con il cupolino senza aggiunta <span class="copyright">Yamaha Motor Racing</span>
Valentino Rossi, Yamaha Factory Racing, con il cupolino senza aggiunta Yamaha Motor Racing

Yamaha Motor Racing

Maverick Vinales, Yamaha Factory Racing, con la M1 dotata del cupolino maggiorato

Maverick Vinales, Yamaha Factory Racing, con la M1 dotata del cupolino maggiorato <span class="copyright">Yamaha Motor Racing</span>
Maverick Vinales, Yamaha Factory Racing, con la M1 dotata del cupolino maggiorato Yamaha Motor Racing

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Il primo aspetto curioso riguarda il cupolino: seguendo la moda lanciata dalla Honda, anche la Yamaha ha proposto una soluzione più stretta per ridurre la resistenza all’avanzamento della moto, ma poi alla fine dei tre giorni di collaudo ha mostrato anche una copertura aggiuntiva che si può togliere in un attimo grazie a tre supportini.

È il segno che non ci sono ancora le idee chiare, oppure si stanno deliberando soluzioni che possono essere molto diverse a seconda del tracciato dove si va a correre.

Manopola di regolazione dell'altezza della sospensione Yamaha

Manopola di regolazione dell'altezza della sospensione Yamaha <span class="copyright">Gold and Goose / Motorsport Images</span>
Manopola di regolazione dell'altezza della sospensione Yamaha Gold and Goose / Motorsport Images

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Dell’Holeshot, la rotella installata sul lato sinistro del telaio, abbiamo già detto: ora anche la M1 dispone del sistema di partenza che permette di abbassare il retrotreno riducendo l’effetto dell’impennata nel primo scatto dopo il via.

Valentino Rossi, Yamaha Factory Racing

Valentino Rossi, Yamaha Factory Racing <span class="copyright">Yamaha Motor Racing</span>
Valentino Rossi, Yamaha Factory Racing Yamaha Motor Racing

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Andrea Dovizioso, Ducati Team

Andrea Dovizioso, Ducati Team <span class="copyright">Gold and Goose / Motorsport Images</span>
Andrea Dovizioso, Ducati Team Gold and Goose / Motorsport Images

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Aprilia RS-GP 2020

Aprilia RS-GP 2020 <span class="copyright">Aprilia Racing</span>
Aprilia RS-GP 2020 Aprilia Racing

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Ma la moto giapponese ha colpito anche per la modularità delle carenature montate sul cerchio anteriore. L’innovazione in questo campo è frutto del lavoro svolto l’anno scorso dalla Ducati: la squadra di Borgo Panigale recentemente ha aumentato la superficie della “mezzaluna” inferiore incrementando l’area coperta.

Valentino Rossi, Yamaha Factory Racing

Valentino Rossi, Yamaha Factory Racing <span class="copyright">Yamaha Motor Racing</span>
Valentino Rossi, Yamaha Factory Racing Yamaha Motor Racing

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Valentino Rossi ha girato anche con una mezzaluna di carbonio nella parte inferiore del cerchio e, per completare un pacchetto molto complesso, ha sfruttato anche una presa di raffreddamento della pinza che andava a pescare aria fresca sopra l’impianto Brembo.

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