Tegola per Ventura: la Lega dice no alla FIGC, Serie A al via il 20 agosto

Nessun anticipo del campionato come aveva chiesto il Ct Ventura: la Lega ha deciso di far partire la prossima Serie A il 20 agosto.

Nessun anticipo del prossimo campionato al 13 agosto, come aveva chiesto il Ct dell'Italia, Gian Piero Ventura per affrontare al meglio la sfida decisiva delle qualificazioni a Russia 2018 contro la Spagna: secondo quanto riporta 'La Gazzetta dello Sport', la Lega di Serie A si appresta a respingere, con l'assemblea fissata giovedì, l'istanza pervenuta dalla FIGC e a fissare al prossimo 20 agosto la data di inizio del nuovo campionato.

La Federcalcio, con una lettera firmata dal presidente Tavecchio, aveva invitato la Lega a valutare le esigenze della Nazionale, in campo a settembre per la sfida decisiva contro la Spagna, ma molte società di A si sarebbero dette contrarie a giocare sotto Ferragosto, confermando la storica ritrosia al calcio ufficiale in clima balneare. 

Salvo nuovi colpi di scena, insomma, la Serie A 2017-18 inizierà il 20 agosto, con buona pace del Ct azzurro che sperava in una decisione differente per poter preparare al meglio la sfida contro le Furie Rosse. Il no alla FIGC è del resto il prodotto di una situazione complessa e in evoluzione al vertice della stessa Lega, retta al momento da Ezio Maria Simonelli.

Le 20 società di A hanno tempo fino al 18 aprile per eleggere un nuovo presidente. Se questo non avverrà, come tutto lascia pensare, il Consiglio Federale nominerà il 21 un nuovo commissario. I punti di convergenza su una possibile nuova governance della Lega non mancano, ma il nodo resta l'art. 19 dello Statuto, quello relativo alla spartizione dei proventi dei diritti TV, che diverse società vorrebbero far cambiare prima di procedere alle elezioni.

Le big e le cosiddette società del 'gruppo misto', fra cui Torino, Cagliari, Sampdoria e Bologna restano inamovibili sull'esigenza di modificare l'attuale statuto della Lega. Un tentativo per sbloccare la situazione lo sta portando avanti in queste ore Claudio Lotito, che prova a mettere insieme 14 preferenze necessari per andare al voto sulle nomine: in pista, per la carica di presidente, c’è sempre l’ex presidente della Corte dei conti Raffaele Squitieri, ma il quorum difficilmente sarà raggiunto. Anche l’assemblea di domani, quindi, con ogni probabilità, dovrebbe risolversi con un nulla di fatto sulla questione governance.

Restano dubbi invece sulla possibilità di giocare durante le festività natalizie. Tre restano le possibilità a questo riguardo: giocare il 27 dicembre, aprire una finestra anche il 30 con una sosta più lunga a gennaio, oppure confermare quanto previsto in questi ultimi anni, con l’ultimo turno prima delle feste il 24 dicembre e la sosta fino al 6 gennaio.

Le grandi spingono per uno o più turni sotto le feste, in modo da incentivare la partecipazione del pubblico, diverse medio-piccole invece non sono dello stesso avviso. La partita in questo senso è aperta: anche in questo caso serviranno 14 voti in assemblea per approvare la riforma, ma con il gioco dei blocchi è sempre più facile che prevalga lo status quo. Giovedì, in ogni caso, le 20 società diranno la loro, dopo che un anno fa il Consiglio di Lega si era detto favorevole a giocare durante le festività natalizie. 

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