Tennis, Berrettini: "E' un sogno da bambino che si avvera"

adx/sam

Roma, 5 nov. (askanews) - "Ho ordinato una bottiglia di vino rosso e ho videochiamato tutti i membri del team che non si trovavano con me, oltre alla mia famiglia: ho fatto un brindisi con tutti e alla fine ero ubriaco, scherzo (ride, ndr). Dedico il successo a tutti quello che mi hanno voluto bene da quando ero quel bambino magrolino che giocava bene di dritto e si faceva male ogni tre per due". Matteo Berrettini, nuovo numero 8 al mondo e qualificato per le Atp Finals di Londra (dal 10 al 17 novembre) quarantuno anni dopo l'ultimo italiano, si racconta così a Sky dopo la sua storica qualificazione.

"Quando Shapovalov ha battuto Monfils ero a Montecarlo, stavo per andare a cena. Il cellulare ha cominciato a suonare e ho capito che le notizie erano positive. Mi sono meritato al 100% la qualificazione a Londra nei tornei precedenti. Mi è dispiaciuto perdere al primo turno a Parigi Bercy, anche se non è possibile arrivare sempre in fondo ai tornei".

Scorrendo le fotografie dei suoi rivali "mi fa impressione, per fortuna ci sono ancora alcuni giorni per prepararmi meglio. E' stata una stagione molto positiva, anche se non sono mancati periodi difficili. Ci sono stati momenti stressanti e faticosi, ma è una cosa normale per tutti gli atleti. Quei frangenti ti fanno apprezzare al meglio i periodi più felici".

Per Berrettini "è un sogno da bambino che si avvera. Quando mia madre e mio padre mi portavano ai tornei io sognavo che un giorno avrei giocato nei grandi palcoscenici. Mi ricordo la tensione prima di giocare le finali dei tornei giovanili, ora gioco nei tornei più prestigiosi. E' stato un percorso veloce ma regolare, mi fa piacere che la gente si sia appassionata a me".

Scorri per continuare con i contenuti
Annuncio

Potrebbe interessarti anche...