'Tifosi violenti e fascisti': furia della Lazio contro il governo francese per il no alla trasferta di Marsiglia. E la Meloni chiede l'intervento di Draghi

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Scoppia il caso politico tra la Lazio e le autorità governative francesi dopo il comunicato con cui il Ministro dell'Interno di Parigi Gerald Darmanin ha ufficializzato - in linea con quanto avvenuto per la partita disputata a Roma dello scorso 22 ottobre - la decisione di vietare la trasferta a Marsiglia dei tifosi biancocelesti di giovedì sera per questioni di ordine pubblico. A scatenare la polemica, i contenuti del dispositivo con cui Darmanin ha motivato il provvedimento: "in virtù dei ricorrenti comportamenti violenti tenuti da certi tifosi nei pressi dello stadio e nei centri delle città che ospitano le partite" oltre "alla ripetuta intonazione di canti fascisti e all'esibizione di saluti romani".

LA REPLICA - Parole che non sono andate giù alla Lazio e ai suoi massimi esponenti, come confermato dalla nota ufficiale diffusa in serata dalla società: "La decisione del Ministero dell’Interno francese di vietare in via precauzionale la trasferta nella città di Marsiglia ai tifosi della Lazio non sorprende ed è in linea con quanto già deciso dalle Autorità italiane nella partita d’andata. A stupire sono piuttosto le modalità di applicazione dell’ordinanza su scala nazionale e le sue ingiustificabili motivazioni (di cui è stata data notizia anche sui tg nazionali): la Lazio non può accettare un’offesa gratuita a tutta la tifoseria biancoceleste ed alla Società stessa, che ha sempre combattuto con azioni concrete i comportamenti violenti ed ogni tipo di discriminazione, dentro e fuori gli stadi. La Società Sportiva Lazio ha sempre posto in essere iniziative tese a promuovere i principi valoriali dello sport ed il superamento di tutti gli steccati di carattere sociale, culturale, economico, etnico e religioso come è stato ampiamente riconosciuto anche ai massimi livelli istituzionali. Abbiamo visto peraltro che la violenza negli stadi è un fenomeno purtroppo ancora diffuso e preoccupante, a partire da quanto è accaduto recentemente proprio al Velodrome di Marsiglia. Ci attendiamo quindi un chiarimento da parte delle istituzioni francesi ed una presa di posizione netta della nostra diplomazia verso espressioni di qualunquismo che dovrebbero indignare tutti gli italiani, a prescindere dall’essere tifosi o meno e dai colori delle proprie bandiere".

INTERVIENE LA MELONI - E dal terreno meramente sportivo la questione è presto scivolata sul fronte politico, con la leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni (foto Ansa) che ha invocato una presa di posizione da parte del Governo presieduto da Mario Draghi in merito agli attacchi arrivati da Oltralpe: "Fratelli d'Italia chiede al Governo di attivarsi immediatamente per impedire l'immotivata discriminazione creata dal provvedimento del Ministero dell'Interno francese che vieta l'ingresso in Francia a tutti i tifosi della Lazio o a chiunque si presenti come tale il 3 e 4 novembre. Ci troviamo di fronte a un pericoloso precedente: in occasione di una partita di calcio, in questo caso Marsiglia-Lazio, il governo di Parigi non si limita a vietare l'accesso allo stadio o alla città che ospita la partita ma arriva addirittura a negare l'accesso su suolo francese dai posti di frontiera stradali, ferroviari, portuali e aeroportuali, non solo a chi vorrebbe andare allo stadio ma a chiunque si dichiari sostenitore di una squadra". Infine, Meloni rivolge un appello dichiarando di aspettarsi "dal Presidente del Consiglio Mario Draghi e al governo italiano una presa di posizione netta su un provvedimento che va contro tutte le leggi internazionali sulla libera circolazione delle persone".

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