Tokyo 2020, La Torre difende Jacobs: "Non è detto vincano sempre Usa"

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"Ho anche letto cosa scrivono alcuni giornalisti stranieri: non sta scritto da nessuna parte che il vincitore dei 100 metri delle Olimpiadi debba essere per forza americano o anglosassone". Lo ha detto il ct azzurro dell'atletica leggera Antonio La Torre alla vigilia dell'esordio della staffetta 4x100 a Tokyo 2020, tornando a difendere Marcell Jacobs dalle accuse di doping avanzate dalla stampa estera, in particolare anglosassone. "Soltanto chi non conosce il percorso di Marcell e la maniacalità dei suoi allenamenti può avere qualche dubbio", sottolinea.

La Torre poi pronuncia parole di profonda gratitudine e apprezzamento nei confronti di Marcell Jacobs. "Lo definisco ‘il velocista della porta accanto’, la sua forza è questo sorriso disarmante, raggiunto con fatica, lavorando su se stesso. È già un eroe e se vuole diventare leggenda deve continuare a fare le cose per bene: in questo, Gimbo Tamberi gli potrà insegnare tanto, per come ha lavorato negli ultimi cinque anni, dall’infortunio del 2016 fino a Tokyo.

“Dobbiamo far sì che questi campioni ispirino le future generazioni”, ha detto ancora. “Se è vero che le punte stanno facendo il loro lavoro in maniera eccellente, in riunione abbiamo detto ai ragazzi che tutti sono importanti come Gimbo e Marcell. Abbiamo portato Sibilio in una finale storica, la 21enne Battocletti ha il carattere di un’atleta consumata, Randazzo è riuscito nell’intento di entrare negli otto. Ci aspettano le finali di Dallavalle e Ihemeje nel triplo, di Weir nel peso. Ma oltre i record europei dei 100 abbiamo già tre primati italiani con Bogliolo nei 100hs, Osakue nel disco e la staffetta mista".

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