Roma sulle spine, Totti: "Ho 3 opzioni per il futuro, ho quasi deciso..."

Francesco Totti parla del suo futuro alla Roma e di Spalletti: "Se non gioco che firmo a fare? A maggio-giugno svelerò la mia decisione".

Innamorato del calcio, della Roma e della sua bella Ilary, Francesco Totti si racconta in un'intervista al 'Maurizio Costanzo Show'.

"Quando ero piccolo studiavo sempre fuori dal balcone - ricorda Totti - , appena sentivo il rumore del pallone, chiudevo il libro, scendevo e tornavo verso le 19:30-20. Chi c'era c'era, sfidavo tutti. Era la mia passione, era il destino".

Il destino che lo ha legato per sempre alla Roma, con cui ha realizzato il suo sogno: "Segnare il goal scudetto. Fortunatamente ci sono riuscito, è un sogno che sono riuscito a realizzare. Ce ne sono altri abbastanza belli, quello è quello con un significato differente".

Oggi Totti è un po' meno protagonista, ma non va contro Spalletti:  "Lei può arrabbiarsi con lui - scherza Totti con Maurizio Costanzo - io rispetto ogni scelta che fa. Anche se in 5 minuti un giocatore non può risolverti la partita, ma non è per Spalletti.

Ha sempre detto 'Vado via se Totti non firma', non so il motivo.  Una domanda ce l'ho, se non gioco che firmo a fare? Ma è per scherzare. Lui è un allenatore fortissimo, spero che la Roma lo possa tenere, è l'allenatore del futuro, può far vincere la Roma. Serve a questa città, conosce bene l'ambiente. Io ormai sto a fine carriera, deve pensare al futuro".

Ilary, insieme alla Roma, è diventata la sua compagna di vita: " Da parte mia fu un colpo di fulmine - racconta Totti - , da parte sua non penso. Però posso dire che in questo momento, oltre ai miei figli, è la persona più importante. Mi dà stabilità, serenità.

“Hai mai pensato di mollare tutto?” #Lintervista pic.twitter.com/iFFhKBpAQr

— Maurizio Costanzo (@Costanzo) 23 marzo 2017

Il primo appuntamento in Ferrari? Avevo una Smart. Il pomeriggio la prese mia madre per andare fuori. E mi era rimasta solo la Ferrari. Le mandai un messaggio, scrivendole che c'era un piccolo problema. Lei mi chiese se non volevo più vederla, io risposi che avevo solo la Ferrari e le chiesi se fosse un problema".

In Italia solo la Roma, ma Totti poteva andare all'estero, al Real Madrid: "C'è stato un momento in cui stavo pensando di andare via da Roma. Direzione Madrid. C'è mancato pochissimo. In Italia non sarei mai andato per rispetto della gente". 

A quando il ritiro? Totti non si sente ancora pronto: "Mi diverto, finché non mi passa la voglia mi dispiace smettere. Mi diverto tutti i giorni, il pensiero di spogliarmi, andare in campo, correre è la mia vita. E ancora mi diverto, se vado al campo che non mi va sono il primo ad alzare il braccio".

Anche perché dopo non farà l'allenatore: "Non farò mai l'allenatore. Non mi piace stare uno contro trenta. I giocatori sono una massa di paraculi. Quando si schierano tutti insieme..."

Totti ha due grandi rimpianti: " Non aver mai giocato con Ronaldo. Umanamente, non aver vinto la Champions League con la Roma. Non è facile, non ci sono i tempi e non siamo all'altezza delle big europee".

Chiusura sul futuro, Totti ha quasi deciso: "Tre possibilità. O sui campi, quelli attuali, o non dietro la scrivania, non mi ci vedo, ma dirigente della Roma, anche se non so cosa fare, o lasciare il calcio e fare un'altra cosa. Qualcosa ho in mente.

In questi ultimi mesi sto riflettendo su quello che ho intenzione di fare. Ho preso quasi una decisione, ma aspetto maggio-giugno. Non la dico. Al massimo posso fare il procuratore, ci capisco di calcio, poco, ma ci capisco".

 

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