Tre strade per il futuro dell'Inter. Suning non fa sconti: gli obiettivi del gruppo di Nanchino

Antonio Parrotto
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Si avvicinano le scadenze finanziarie di fine marzo per l'Inter ma da casa nerazzurra assicurano che verranno tutte rispettate. Al momento sono tre le strade per il futuro di club, ancora in mano ai cinesi di Suning.

Stando a quanto riferito da Il Sole 24 Ore, ci sono tre strade: due portano a investitori americani e un'altra porta a un investitore saudita. In pista ci sono dunque Fortress e Bain Capital Credit, entrambe made in USA, e poi c'è il gruppo saudita Pif.

Steven Zhang | LARS BARON/Getty Images
Steven Zhang | LARS BARON/Getty Images

Ecco quanto scritto da Carlo Festa sul suo blog "The Insider - Dietro le quinte della finanza": "L’obiettivo di Suning e del suo presidente Steven Zhang è solo uno: trovare 250 milioni di euro per arrivare a fine anno, pagando quanto dovuto per le scadenze finanziarie. E la cessione della maggioranza? Steven Zhang, nelle trattative con Bc Partners, lo ha detto chiaramente: la richiesta per la vendita del controllo dell’Inter è di un miliardo. Un’asticella messa talmente in alto da eliminare qualsiasi trattativa per la vendita del controllo. Bc Partners aveva infatti una valutazione assai inferiore (attorno ai 700 milioni): uno dei nodi delle trattative erano anche le sponsorizzazioni cinesi che ammontano a 100 milioni e che, senza Suning, avrebbero generato una riduzione importante di fatturato".

Ancora Festa: "Resta dunque sul tavolo il prestito: in pole position è Fortress, ma anche Bain Capital Credit sta continuando a lavorare, assistito secondo le indiscrezioni dagli avvocati di Linklaters. C’è poi il tema della cessione di una minoranza: nelle scorse settimane si sono fatti avanti, secondo i rumors, con Suning gli avvocati di Freshfields, in rappresentanza del fondo saudita Pif. Le discussioni sono in fase iniziale. Ormai l’obiettivo di Suning è arrivare a fine anno, vincendo lo scudetto con l’Inter. Contestualmente verrà decisa l’opzione finanziaria migliore. Tutto risolto dunque? Per niente. Le trattative sono complesse, in quanto con il prestito si andrebbe ad accumulare debito su una società già molto indebitata (attualmente attorno ai 400 milioni di euro)".

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