Troppa fretta e poca fiducia: ora Paquetà (rinato) è un rimpianto per il Milan

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Con il suo gol ha regolato il Perù e permesso al suo Brasile di centrare la finale di Copa America (che la Seleçao giocherà contro Argentina o Colombia). Parliamo di Lucas Paquetà, proprio quel calciatore che al Milan vedevamo quasi sempre seduto in panchina, incupito come solo i brasiliani che sentono la canonica saudade possono essere.

Paqueta al Milan | Soccrates Images/Getty Images
Paqueta al Milan | Soccrates Images/Getty Images

Ma la colpa non è certamente del clima di Milano, perché il trequartista brasiliano classe 1997 - per cui Leonardo sborsò ben 35 milioni di euro per portarlo in rossonero - si è ritrovato, in tutti i sensi, in Francia, a Lione. Non proprio una città con il clima di Rio de Janeiro. E allora sta a vedere che era proprio solo una questione di fiducia. Quella che non sentiva più a San Siro (che anzi lo fischiava spesso), dove non aveva amici, al contrario di quanto accaduto al Lione: "Qui ho diversi amici, purtroppo a Milano non era così, non li avevo. Quello che si vede ora è il vero Paquetá, lo stesso del Flamengo. Io sono così e ora sono me stesso” disse il brasiliano in un'intervista a Canal+.

Lucas Paqueta al Lione | Eurasia Sport Images/Getty Images
Lucas Paqueta al Lione | Eurasia Sport Images/Getty Images

E lo score del primo anno del trequartista al Lione, dove è subito diventato fondamentale per Rudi Garcia, parla chiarissimo. 10 gol in 34 presenze (1 e 44 al Milan) che certificano la rinascita di un Paquetà che ieri notte si è anche "permesso" il lusso di portare il suo Brasile in finale di Copa America. Probabilmente il Milan ha avuto troppa fretta di cederlo, anche se il non aspettare nulla e nessuno è un male atavico del calcio tricolore. Ora i rossoneri si stanno mangiando le mani, perché alla fine... bastava solo un po' più di fiducia.

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