Trump e Biden a caccia del voto latino. Sogno dem è il colpaccio in Texas

Giulia Belardelli
·Giornalista, HuffPost
·4 minuto per la lettura
A young Hispanic woman with her I voted sticker after voting in an election. (Photo: adamkaz via Getty Images)
A young Hispanic woman with her I voted sticker after voting in an election. (Photo: adamkaz via Getty Images)

Il sogno proibito dei democratici, in queste ore, si chiama Texas. Lo Stato tradizionalmente repubblicano ha registrato un boom del voto anticipato, dove è stato superato il numero di voti totali del 2016, quando mancano quattro giorni all’Election Day. I texani che hanno già votato sono oltre 9 milioni, superando così il record del 2016 quando votarono 8,96 milioni di persone. È dal 1976 che in Texas non vince un candidato democratico: l’ultimo a conquistare lo Stato fu Jimmy Carter. Nelle prossime ore Kamala Harris, la candidata alla vice presidenza di Joe Biden, volerà in Texas per alcuni comizi.

La media dei sondaggi dà Trump in vantaggio di poco più di due punti, ma i democratici sognano una rimonta grazie alla comunità ispanica, che in Texas vale 5,6 milioni di elettori (dati Pew Research). Sarebbe un ribaltone clamoroso e segnerebbe la sconfitta di Trump, visto che il Texas vale ben 38 grandi elettori.

Ma la caccia al voto latino si estende ben oltre i confini del Texas, come dimostra la martellante campagna che ambedue i candidati stanno indirizzando alla comunità ispanica (3,1 milioni di votanti in Florida; 7,9 milioni in California). Giovedì la campagna di Trump ha svelato uno spot televisivo rivolto ai latinoamericani di Florida, Arizona e Nevada. Fulcro del messaggio: stabilire un collegamento tra le speranze delle comunità di immigrati e la risposta pandemica del presidente, allergico a ogni tipo di chiusura dell’economia. “Perché siamo venuti qui? Perché abbiamo sacrificato tutto per ricominciare? Perché qui abbiamo tutti l’opportunità di vivere i nostri sogni e di dare alle nostre famiglie un futuro migliore. Oggi decidiamo se salveremo il sogno americano o se permetteremo alla pandemia di minacciare il nostro destino ”, dice in spagnolo il narratore. “E come il presidente Trump, vinceremo questa guerra contro il coronavirus e continueremo a combattere per il nostro popolo”.

Parallelamente, Biden ha promesso che il primo giorno della sua presidenza firmerà un ordine esecutivo per istituire una task force dedicata al ricongiungimento degli oltre 500 minori che sarebbero ancora separati dalle loro famiglie a causa delle misure anti-immigrazione di Trump. L’ex vice di Obama ha definito “disumane” le condizioni al confine sotto la corrente amministrazione, promettendo di sanare i torti e gli abusi subiti dai bambini e dai loro genitori.

I sondaggi – scrive il Washington Post - mostrano che i latinos potrebbero essere un collegio elettorale decisivo negli Stati campo di battaglia in tutto il Paese, non solo dove sono riconosciuti come una forza politica in crescita, come in Nevada e Arizona, ma anche in luoghi come il Michigan e la Carolina del Nord, dove sono una parte crescente dell’elettorato. A livello nazionale, si stima che 32 milioni di latinoamericani possano votare nelle elezioni del 2020, secondo il Pew Research Center, una tendenza guidata dall’enorme numero di giovani latinoamericani nati in America che hanno recentemente raggiunto l’età per votare.

Secondo gli esperti che studiano le comunità latine, molti di questi giovani elettori ispanici sono rimasti per lo più alienati dal processo politico o hanno ricevuto poche informazioni su come votare, il che potrebbe avere importanza soprattutto nelle famiglie a basso reddito assediate dalla pandemia. In linea generale la maggioranza degli elettori latini è schierata per i democratici, ma 3 elettori su 10 affermano di preferire Trump, secondo i sondaggi nazionali che riflettono anche le rilevazioni condotte negli Swing States. Per gli strateghi politici, la comunità latina resta in parte “un mistero”, commenta Edgar Flores, deputato democratico del Nevada citato dal WP. “In molti casi il loro desiderio è semplicemente essere visti, sentire che c’è qualcuno disposto a farsi carico delle loro istanze”.

Da questo punto di vista, il Texas offre spunti interessanti. Negli ultimi tempi i repubblicani, preoccupati per l’aumento di competitività dei democratici nella loro roccaforte, hanno aumentato la loro attenzione per le comunità latine, con risultati incoraggianti. Un recente sondaggio New York Times-Siena College ha mostrato che il 57% degli elettori latini in Texas sostiene Biden rispetto al 34% che sostiene Trump, il che rappresenta un sostegno più elevato per il presidente di quanto previsto da alcuni analisti.

Con il Texas che appare più ‘ballerino’ rispetto alle elezioni precedenti, la campagna Biden e il Biden Victory Fund hanno stanziato 4,5 milioni di dollari per la pubblicità distribuita nelle ultime cinque settimane delle elezioni, comprese le radio e gli spot televisivi in lingua spagnola. Quest’anno, il Partito Democratico ha avviato iniziative volte ad aiutare i giovani latini a registrare e indirizzare al voto i loro parenti. Negli ultimi mesi, il partito si è concentrato molto sulla Valle del Rio Grande nel sud del Texas, vicino al confine con il Messico, una regione fortemente democratica e ispanica dove i numeri delle votazioni anticipate non sono così alti come previsto. Alcuni si chiedono se questi nuovi sforzi siano arrivati troppo tardi. I sogni, si sa, hanno bisogno di visione e dedizione; quelli proibiti ancora di più.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.