Turchia, il ct Gunes a CM: 'Italia la migliore, ma noi pronti a creare confusione. C'è un popolo che prega per noi, saremo feroci'

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L'attesa, ormai, è spasmodica. Il countdown è partito da tempo e mira dritto a una sola data e un solo luogo. Venerdì 11 giugno 2021, stadio Olimpico di Roma. Parte da lì la lunga avventura di Euro2020, iniziano lì i nostri sogni azzurri. Ma anche quelli della giovane Turchia, la formazione dall'età media più bassa di tutto il torneo, 25 anni. Un numero che rispecchia al meglio la ventata di aria fresca portata da Senol Gunes, ct tornato alla guida della Nazionale nel 2019 dopo il quadriennio 2000-2004, in cui portò Hakan Sükür e compagni al terzo posto ai Mondiali di Corea e Giappone.

A marzo, durante l'ultima sosta, i suoi ragazzi hanno stupito tutti. Poker all'Olanda, secco 3-0 alla Norvegia e sorprendente pari con la Lettonia nelle prime tre gare di qualificazione a Qatar 2022: la Turchia sogna i Mondiali, ma ora è pronta a tuffarsi nell'avventura europea. Con la volontà di stupire, col sogno di fare subito lo sgambetto agli azzurri. "La partita con l'Italia va considerata a parte, le altre due partite sono diverse. L'Italia ha fatto grandi progressi, è una squadra giovane e di successo che gioca un gran calcio" racconta Senol Gunes in esclusiva a Calciomercato.com. "Magari giocheremo molto bene e perderemo, magari vinceremo giocando peggio. Vogliamo mostrare la nostra forza nella partita con gli azzurri: si può perdere, non è la fine del mondo, bisogna vincere le altre due. L'importante è giocare bene, abbiamo giocatori giovani e la nostra sicurezza aumenterà grazie a questo genere di partite".

Gli azzurri, ma non solo: nel girone A ci sono anche Svizzera e Galles. Come lo vede?

"Se si guarda al ranking Fifa, tutte le nostre avversarie nel girone sono messe meglio di noi. Ci stiamo impegnando per crescere nel ranking. L'Italia appare un po' più forte delle altre: siamo in un girone interessante, può succedere di tutto. Per questo, il risultato della prima partita è importante. Un nostro pareggio o una vittoria possono generare confusione nel girone, lo spero. Tutte e tre le partite saranno toste. C'è l'Italia, ma anche il Galles è un'ottima squadra, i loro giorcatori giocano in campionati top. E poi la Svizzera, che gioca un buon calcio. Conquistare 5-6 punti nel girone sarebbe un grande vantaggio, forse possono bastarne anche 4".

La sua Turchia arriva in rampa di lancio: quali sono le sue sensazioni?

"Sono consapevole che sarà dura, qualora dovessimo essere eliminati lo faremo comunque con buone prestazioni e un bel calcio. Voglio proporre bel gioco: nel calcio ci sono momenti di up and down, ma vogliamo essere una squadra accattivante ed entusiasta. Siamo una famiglia e vogliamo condividere questo sentimento con tutto il mondo. Vogliamo promuovere il calcio del nostro paese e il nostro paese stesso, dando l'immagine di una squadra feroce, coraggiosa e fedele. Se supereremo il girone avremo raggiunto il nostro obiettivo: ciò che verrà, sarà in più".

Come sta la sua Turchia? Quanto sentite la spinta di tutto il vostro popolo?

"Partecipare agli Europei è un successo, ma la strada non finisce qui. Stiamo facendo un percorso, ma non abbiamo fretta: abbiamo pazienza, ci basiamo sul lavoro e poi sul successo. Il nostro presidente supporta molto il nostro management, vogliamo ripagare la preghiera di questa nazione con i nostri sforzi. La Turchia ci rende consapevoli di queste aspettative, vogliamo ricambiare quel sentimento".

Quanto è stato difficile preparare questi Europei nell'ultimo anno e mezzo, sconvolto dalla pandemia?

"Tutti i nostri piani sono stati stabiliti più di un anno fa. Non c'era ancora la pandemia, avevamo programmato organizzazione e amichevoli. Poi è arrivata la pandemia e tutti quei programmi sono saltati. Ora stiamo seguendo la stessa organizzazione: dopo il campionato ci siamo riuniti, il problema è che i giocatori non hanno avuto ferie. Dopo un calendario così intenso e un campionato giocato con gli effetti negativi della pandemia, dovrebbero riposare sia mentalmente che fisicamente. Al posto degli Europei abbiamo fatto alcune partite di Nations League, anche se non è la stessa cosa. Non abbiamo ottenuto risultati positivi, ma abbiamo imparato la lezione. Penso che ora i giocatori siano pronti: ho chiara la formazione ideale. Dopo il raduno in Germania (ad Harsewinkel, nord della Renania, ndr) andremo a Roma il 10 giugno per affrontare l'Italia l'11. Poi avremo le due partite in Azerbaigian".

Cosa dobbiamo aspettarci dalla sua Turchia? A marzo avete sorpreso tutti...

"Abbiamo giocato tre partite su dieci, affrontando due rivali molto forti. Essere capolista del girone con 7 punti è un buon inizio, abbiamo fatto progressi sia per il morale che per la fiducia. Vincere contro due squadre forti e perdere punti contro un avversario più debole ha sconvolto sia noi che i tifosi turchi, ma fa parte del calcio. Il mese di marzo è stato positivo per noi, siamo in vetta e spero lo saremo anche alla fine delle partite di qualificazione. Le partite di settembre saranno importantissime, abbiamo tre gare che possono darci un vantaggio importante. Affronteremmo Montenegro e Gibilterra in casa e Olanda in trasferta".

Sarebbe un traguardo quasi storico...

"Per noi il Mondiale era un sogno lontano. Vi abbiamo preso parte nel 1954, poi per 48 anni non ci siamo qualificati (l'ultima partecipazione è del 2002, ndr). In Corea mi sono reso conto che è un evento incredibile, con le migliori squadre, i migliori giocatori, i migliori allenatori e arbitri. E siamo arrivati terzi. Crediamo che con questa struttura possiamo avere una possibilità, vogliamo qualificarci. Sarebbe il mio secondo Mondiale, ma il primo per i giocatori e credo possa essere la miglior eredità per il futuro. E se anche non otterremo risultati soddisfacenti, saremo orgogliosi se renderemo costantemente onore al nostro nome, se potremo rappresentare il nostro paese. Tengo davvero tanto al Mondiale, ma anche gli Europei saranno un grande torneo. Abbiamo una squadra giovane, l'età media è bassa. Tanti di loro saranno anche nella squadra del 2026 e forse del 2030. Guadagnando esperienza, miglioreranno per questi tornei: penso che ci aspettino 5-10 anni molto positivi. Credo che i risultati sul campo siano importanti e aiutino per la nostra fiducia".

@_lucafazzini

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