Tutti i segreti di Shevchenko al Genoa: voluto dalla nuova proprietà Usa, Pirlo il favorito di Preziosi. ll contratto...

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Via Ballardini, dentro Andrij Shervchenko. Non è uno scherzo, il Genoa ha virtualmente chiuso l’accordo col pallone d’oro del 2004 , l’ex ct della nazionale Ucraina, uscita nei quarti dell’ultimo Europeo, si accinge a firmare un contratto fino al 30 giugno 2024. Due milioni netti di euro l’anno per l’ex idolo dei tifosi del Milan, che a 45 anni ha scelto l’Italia per tornare in prima linea dopo l’esperienza indigena con la squadra della sua nazione. Un investimento importante per il Genoa, ballano infatti circa 12 milioni di euro in due stagioni e mezza.

Trattativa lampo a Londra prima del match di Empoli condotta da in persona da Josh Wander, fondatore di 777 Partners, giunto in volo da Miami, e Andrés Blasquez, plenipotenziario sportivo per l’Italia del gruppo Usa. Shevchenko aveva altre offerte in Premier League ma ha scelto il Genoa, convinto dal progetto dei nuovi proprietari. E felice di ritornare in Italia, un paese che sta nel suo cuore. Ufficiale l’esonero di Ballardini, comunicato con una stringatissima nota sul sito del club. Imminente l’annuncio ufficiale dell’ingaggio di Shevchenko, che sarà presentato a Genova martedì o mercoledì della prossima settimana.

E’ una notizia-bomba. Nessuna indiscrezione era trapelata riguardo al neo allenatore rossoblù prima della trasferta di Empoli, l’ennesimo pareggio in affanno costato la panchina allo zio Balla, come i tifosi avevano affettuosamente ribattezzato il tecnico romagnolo, che chiude la quarta esperienza sulla panchina del Grifone. Era quello di Andrea Pirlo il nome più gettonato per una successione da settimane considerata inevitabile alla luce dei miseri risultati del Genoa: terzultimo posto in classifica con 9 punti in 11 partite, appena quattro nelle ultime cinque gare. Pirlo era il “cavallo” di Enrico Preziosi che si è dovuto arrendersi alla volontà della nuova proprietà. Che ha puntato decisa su Shevchenko. Enrico Preziosi sarà presidente e proprietario del club fino al 15 novembre quando interverrà il closing per il passaggio del 99,99% del capitale sociale al gruppo Usa 777 Partners che subentrerà al Joker dopo 18 anni di “dittatura”, costata sì la retrocessione in serie C per la faccenda della combine del 2005 col Venezia ma contrassegnata anche da indubbi successi – il sesto posto con Gasperini nel 2015 – e soprattutto con la più lunga permanenza della storia rossoblù nella serie A: quindici stagioni di fila.

Nell’anno 128 della sua lunghissima e travagliata esistenza calcistica, il Vecchio Balordo - secondo la celebre definizione di Gianni Brera – prova dunque a dispiegare le ali e a spiccare quel volo negato negli ultimi tre decenni: quarto posto nel campionato 1990/91 e successiva semifinale in Uefa con Osvaldo Bagnoli in panca, presidente Aldo Spinelli. Da quell’acuto estemporaneo una infinita successione di alti (rari) e bassi (la serie C, scampata nel 2003 grazie al caso Catania e appunto, decretata dalla giustizia nel 2005). Un’altalena vertiginosa che aveva provocato la progressiva marginalizzazione del club dai palcoscenici maggiori e la insanabile frattura fra il presidente Preziosi e il grosso della tifoseria.

L’arrivo degli americani, una company attiva in vari settori (assicurazioni, tv, aviazione, immobiliari e appunto sport) imprime una svolta netta e lascia presagire un futuro lontano dai triboli ai quali il Genoa era abbonato. André Blasquez (quanti Andrea nel Genoa...) è stato rappresentante di 777 Partners nel cda del Siviglia, una joint venture finita sugli scogli per l’opposizione dei tifosi spagnoli all’acquisizione da parte degli americani dalla maggioranza azionaria del club andaluso. La querelle proseguirà in tribunale. Blasquez si occuperà a tempo pieno del Genoa.

Shevchenko è la prima pedina di una ricostruzione che dovrà incidere nel profondo. A lui la società chiede ovviamente di guidare una pronta risalita in classifica della squadra che a gennaio sarà certamente ritoccata seguendo le indicazioni del nuovo tecnico. Shevchenko è stato scelto anche per restituire lustro ad un club sparito dai palcoscenici nazionali e internazionali. Il suo nome da solo vale una garanzia di visibilità e si inserisce nel progetto di consolidare l’immagine ora appannata del Genoa, di pari passo con la costruzione di una società moderna e di una squadra competitiva. L’impegno è stato esplicitato dai tycoons di Miami: riportare il Genoa nell’aristocrazia del calcio nazionale.

Il modello di riferimento, neanche a dirlo, sarà l’Atalanta. Si vuole andare anche oltre. Il progetto a tre-quattro anni prevede il restyling del Luigi Ferraris, in accordo con la Sampdoria. I due club genovesi hanno costituito una società al 50% che ha già iniziato a finanziare con denari del credito sportivo (30 milioni di euro il budget totale) la ristrutturazione della tribuna dello stadio, ricostruito per Italia ‘90 sulle macerie dell’impianto d’anteguerra. Sei milioni spesi per dotare il settore degli sky box, di nuovi impianti wifi, ristorante e sale di accoglienza. La tribuna stampa (174 posti) è stata spostata al piano superiore, sacrificando circa tremila posti, la capienza attuale del Ferraris è scesa a 35mila spettatori. In estate sono stati completamente rinnovati gli impianti igienici delle due gradinate. Il più resta da fare. Si prevede di razionalizzare e migliorare l’accesso e la fruibilità di distinti e gradinate. Dotandole dei servizi necessari. Lo stadio genovese nelle intenzioni dovrebbe ospitare anche eventi extra calcio (convention, matrimoni, banchetti ecc. ecc.) e diventare una casa aperta sette giorni su sette ai genovesi e ai visitatori. Ambizioso programma che si scontra con le difficoltà geomorfologiche della zona. Incastrato fra le case, il vecchio carcere e il corso del torrente Bisagno (tristemente famoso per le periodiche alluvioni), privo di parcheggi per le auto non sarò mai un impianto capace di rivaleggiare con gli stadi costruiti ex novo ij zone di facile accesso per il pubblico.

L’allora presidente della Sampdoria, Duccio Garrone, aveva proposto quattro aree diverse per la costruzione di un nuovo impianto del calcio: proposte tutte bocciate dall’amministrazione comunale di centrosinistra. L’attuale giunta di centrodestra è assai più malleabile. Blasquez e Arciniegas, l’altro plenipotenziario di 777 Partners, hanno già incontrato il sindaco di Genova, Bucci e il presidente della Regione Liguria, Toti. Nel cassetto gli americani hanno alcuni progetti di investimenti immobiliari in città e nelle riviere. Bucci ha spiegato loro che a Genova tutto si può fare e che aspetta proposte dettagliate.

In definitiva dunque l’arrivo di Shevchenko non è solo l’alternarsi di una guida tecnica della squadra ad un’altra. E’ il segnale che 777 Partners fa sul serio, ha intenzione di investire nel Genoa e su Genova. Il Genoa nei loro piani di investimenti dovrà diventare una sorta di ambasciatore della città di Genova nel mondo. E chi meglio di un campione e un personaggio del calibro di Shevchenko può reggere il vessillo della riscossa della Superba, da troppi decenni finita ai margini dell’Impero? Non soltanto l’Impero calcistico, purtroppo…

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