Udinese, la seconda vita di Scuffet: titolare in A dopo quasi due anni

Una nuova vita, calcistica e non: ecco cosa rappresentano per Simone Scuffet gli 11 minuti più recupero giocati nel finale del match di Pescara. Tormentato dall'etichettà di 'nuovo' Buffon, ormai ufficialmente soffiatagli da Gigio Donnarumma, e imprigionato tra attese, promesse e una panchina sempre più stretta, il portiere dell'Udinese può finalmente ripartire.

Domani, contro il Palermo, ci sarà lui a difendere i pali bianconeri: il titolare, Orestis Karnezis, si è infortunato all'Adriatico e dovrà rimanere a riposo per un paio di settimane. Una chance che Scuffet aspettava dal 31 agosto 2015: Cagliari-Udinese 4-3, 90 minuti in campo. Gli ultimi in A, prima del prestito annuale - e poco fortunato - al Como, in seconda serie. Un anno, 9 mesi e 22 giorni dopo (o 657 giorni, se preferite), rieccolo.

"Io sono rimasto a Udine proprio per questo - dice Scuffet, intervistato dal 'Gazzettino' - per dimostrare a tutti il mio valore e per migliorare sempre. Non ho mai pensato che nel frattempo stesse passando un treno importante della mia carriera. Il tempo non è mai stato perso, ma utile per dimostrare il mio lavoro".


Chiaro, "il campo mi è mancato: quando non ce l’hai perdi le misure, ma le ritrovi in fretta. Sapevo che Karnezis sarebbe partito davanti a me e sono restato a Udine consapevole di tutto ciò. Non rinnego alcunché, nemmeno il no all’Atletico Madrid dell’estate 2014: tutto fa bagaglio e aiuta a crescere".

Già, il no all'Atletico Madrid: una scelta controcorrente mica male, quella di rifiutare il club vicecampione d'Europa. Devo proseguire con gli studi, non posso trasferirmi in Spagna: questa, all'epoca, fu la spiegazione del portiere friulano, oggi 20enne e dunque ancora in grado di far svoltare la propria carriera. Certo, chissà cosa sarebbe successo se il calcio avesse prevalso sui libri.

Il passato, però, è il passato. Scuffet un'altra chance e vuole sfruttarla. La prima fu una sorta di giostra: indimenticabile il suo esordio in Serie A a Bologna, datato 1° febbraio 2014, una gara costellata da una serie di parate che convinsero Guidolin di aver fatto la cosa giusta nell'affidare i guanti a quell'imberbe diciassettenne. Tre anni dopo, per Simone è una sorta di secondo esordio.

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