Un anno di Mourinho: dal peso politico al mercato, così ha cambiato la Roma

"L'AS Roma è lieta di annunciare che José Mourinho sarà il nuovo Responsabile Tecnico della Prima Squadra a partire dalla stagione 2021-22". Era il 4 maggio 2021, è passato un anno da un annuncio che si sapeva non poteva essere come gli altri, ma l'inizio di una vera e propria rivoluzione per i giallorossi. Erano passati pochi giorni dalla pesante sconfitta patita dalla squadra di Fonseca nella semifinale d'andata di Europa League (6-2 in casa del Manchester United), una delle ultime delusioni che hanno costellato la scorsa stagione, l'ambiente aveva bisogno di una scossa e questa è arrivata con lo Special One: in cinque punti il suo lavoro nella Capitale.

EUROPA - Il primo successo sul campo è aver restituito alla Roma una prospettiva europea. La Conference League faceva storcere il naso ai più, la terza coppa continentale non poteva avere grande appeal agli occhi di chi fino a pochi anni fa giocava la Champions con le big. Mourinho ha sottolineato fin da subito l'importanza della competizione e non ha risparmiato risorse per portare i giallorossi a un passo dalla finale: mancano i 90 minuti di ritorno con il Leicester dopo il pareggio in Inghilterra per accedere all'ultimo step, con la possibilità di portare un titolo internazionale che la Roma non vince da 50 anni, dalla Coppa Ano-Italiana del 1972 (in precedenza la Coppa delle Fiere del 1960/61).

PARAFULMINE - La risalita è passata dalla rivalutazione della squadra e da scelte anche forti fatte durante l'anno. Dimentichiamo però le feroci critiche alle seconde linee dopo le difficoltà mostrate in Conference League, perché dopo settimane di adattamento Mourinho è tornato a fare da parafulmine a squadra e società. Prendendosi responsabilità o scaricandola sulle decisioni arbitrali che fosse, anche nei momenti di affanno dei giallorossi il tecnico portoghese ha sfruttato la propria abilità mediatica per spostare il focus della critica e tenere le pressioni lontane dai giocatori giallorossi.

ENTUSIASMO - Meriti in campo, ma uno dei principali aspetti della rivoluzione mourinhana riguardano l'entusiasmo che ha saputo riportare nella sponda giallorossa della Capitale. Mai negli ultimi anni i tifosi sono stati così vicini alla squadra e un esempio lampante lo ha offerto la scorsa partita con la Salernitana, giocata a cavallo tra le due sfide di Conference con il Bodo/Glimt (persa l'andata, rimonta netta al ritorno): 65mila spettatori all'Olimpico, come negli ultimi vent'anni era accaduto solo in occasione delle partite di addio al calcio di Francesco Totti e Daniele De Rossi.

CREDIBILITA' SUL MERCATO - Ad attrarre tanto pubblico lo charme di Mourinho, ma indubbiamente anche un mercato convincente e internazionale. In estate era andato via Dzeko, per sostituirlo la Roma ha puntato su Tammy Abraham e più volte l'inglese ha sottolineato l'importanza dello Special One nella sua decisione: l'ha convinto a lasciare il Chelsea, l'ha convinto a non accettare offerte anche più ricche dalla Premier e a trasferirsi in Italia. Al di là del rendimento del giocatore in sé, è un segnale della credibilità che Mou ha saputo dare al progetto Roma offrendo un'ulteriore spinta in sede di trattativa: è così che sono arrivati anche Rui Patricio e Sergio Oliveira, uno che fino a poche settimane prima giocava in Champions contro Milan, Liverpool e Atletico Madrid dopo aver eliminato la Juventus l'anno scorso, è così che i giallorossi puntano a condurre un'altra campagna acquisti importante e di prestigio in estate.

PESO POLITICO - L'ultimo tassello è ancora un work in progress, almeno parzialmente, ed è un tasto sul quale Mourinho ha battuto più volte nel corso della stagione: il peso politico del club. Perso negli anni e inferiore alle altre big italiane, sostiene il tecnico, ma è evidente come la situazione stia cambiando dentro e fuori dal campo. Il tema arbitri è uno dei più evidenti, alle 'battaglie' di Mou si sono gradualmente aggiunti sempre più colleghi e si sono visti effetti nelle giornate successive a direzioni di gara contestate, ma anche in Lega Serie A si è notato come la Roma abbia acquisito più peso e autorevolezza in decisioni cruciali come la successione di Dal Pino alla presidenza della Lega stessa. E' passato un anno dall'annuncio, ma la rivoluzione Mourinho a Roma è sotto gli occhi di tutti. E non è finita.

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