Un cappuccino con Sconcerti: Italia, Mancini ha sbagliato ma va tenuto. Ora si dia una regolata

Caso Mancini. Se la domanda è tenerlo o lasciarlo, io sono per tenerlo. Lo considero un tecnico ideale per talento naturale, per il suo passato e il suo presente. Ha vinto dovunque, dall’Italia, due scudetti all’Inter, come Mourinho, all’Inghilterra, il primo campionato del nuovo City, allo Zenth, al Galatasaray e in nazionale. Essere un ottimo tecnico non significa riuscire ad evitare errori. Mancini ha completamente sbagliato le dosi del rinnovamento. Era una sua responsabilità, ha avuto poteri eccezionali, ha fatto debuttare in cinque partite decine di esordienti e lasciato tornare a case altrettanti giocatori stanchi di stare in ritiro. Alla fine bisogna tener conto del risultato.

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Mancini ha avuto una grande voglia di aver fretta e ha sbagliato. Oggi non abbiamo più la vecchia nazionale e non abbiamo più giovani. Nessuno ha mai pensato che bastasse essere giovani per giocare bene al calcio. Sono state sbagliate le proporzioni. Non insegni niente a nessuno se mandi in campo formazioni totalmente inadeguate all’avversario. Oggi il risultato è il deserto. Nessuno dei giovani oggi è migliore di quando è arrivato in Nazionale. Colpa loro, ma anche di chi guida. Ora tocca a Mancini dare spiegazioni perché alle spalle non c’è più niente. Indichi la sua nuova strada. Oppure si cambi strada.

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