Un celebre giocatore si staglia contro l'omofobia nel calcio

L'attaccante Antoine Griezmann durante una partita dell'Atletico Madrid (Photo by David S. Bustamante/Soccrates/Getty Images)
L'attaccante Antoine Griezmann durante una partita dell'Atletico Madrid (Photo by David S. Bustamante/Soccrates/Getty Images)

Il calcio è indubbiamente lo sport più amato e seguito del pianeta. Essendo lo specchio di molte vite e di tanti destini, nel calcio si possono trovare aspetti negativi dell'esistenza: la corruzione, il razzismo, la frode, il narcisismo, l'opulenza ingiustificata. E l'omofobia.

Il calcio, si dice, è uno sport macho. E l'omosessualità è ancora oggi un tabù, in particolare nello spogliatoio. Sono pochissimi i cosiddetti coming out, perché il loro costo in termini di carriera sono ancora elevati per i giocatori non eterosessuali.

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Per fortuna c'è chi vuole combattere l'omofobia dall'interno. Uno è Antoine Griezmann, il forte attaccante francese che ha giocato con l'Atletico Madrid fino alla stagione che si sta per concludere (2018/2019). Alla rivista Têtu, da sempre vicina ai temi Lgbt, ha dichiarato: "Basta con l’omofobia nel calcio. Se qualche giocatore farà coming out, voglio che sappia che c’è qualcuno su cui potrà contare: me. Io sarò al suo fianco, perché per opporci a questo fenomeno dobbiamo parlarne. Bisogna ripetere che l’omofobia non è un’opinione, ma un delitto. A questo punto, se sentirò di nuovo un giocatore pronunciare frasi omofobe durante un match, credo che interromperò la partita e uscirò dal campo".

Ciò di cui parla Griezmann è un'assoluta novità; mai prima d'ora un calciatore di rilevanza mondiale aveva fatto dichiarazioni così nette sull'argomento omofobia. Tuttavia, non sorprende il suo impegno: in passato ha già partecipato a campagne contro la violenza sulle donne e il suo viso, generalmente, è accostato all'immagine di un campione pulito, corretto e generoso.

Per fare un esempio diametralmente opposto, il belga Radja Nainggolan aveva detto a una tv connazionale che "i calciatori non possono rivelare di essere gay, se lo fanno sono finiti. È troppo pericoloso per la carriera. Il mondo del calcio ha ancora oggi codici precisi e i suoi riti, come le auto sportive e le belle donne".

La dichiarazione di Griezmann potrebbe avere una portata ancora più grande rispetto alla celebre copertina di David Beckham del 2002, quando posò per la rivista gay 'Attitude'. All'epoca tutti erano convinti che Beckham fosse stato in grado di aprire una breccia nel tabù, ma evidentemente non fu abbastanza grande da cambiare le carte in tavola.

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