Un gol, pochi spunti, problemi fisici e polemiche: Jovic alla Fiorentina non decolla, Italiano ha dato un segnale

Quest’estate la Fiorentina, dopo una lunga trattativa con il Real Madrid, è riuscita ad assicurarsi le prestazioni di Luka Jovic affidandogli l ruolo di erede di Dusan Vlahovic. Il curriculum dell’attaccante serbo è di alto livello, ma le prestazioni mostrate finora sul campo non giustificano la fiducia riposta in lui dalla dirigenza gigliata. In 10 presenze tra campionato e Conference League Jovic finora ha messo a segno una sola rete, alla prima giornata contro la Cremonese, rendendosi protagonista al contrario in occasione della partita casalinga contro la Juventus: come dimenticare il clamoroso errore dal dischetto. Per il momento il numero 7 viola è soltanto un lontano parente di quello visto qualche stagione fa con la maglia del Eintracht Francoforte: la fiducia di inizio stagione, quando in un’intervista si fisso l’obiettivo di raggiungere 30 reti totali, ormai sembra essere alle spalle, e anche lui stesso ha corretto il tiro: "E' un obiettivo, ma non è detto che lo raggiungerò". UN INIZIO DI STAGIONE IN SALITA - Nonostante non sia mai stato ammesso pubblicamente, i fatti parlano chiaro in casa viola: sin dai primi allenamenti del ritiro di Moena Jovic è stato messo al centro del progetto, finendo in cima ad ogni tipo di gerarchia. Dopo due mesi però non il giocatore non sembra ancora aver ingranato, e a causa di questo la squadra è assai carente dal punto di vista della pericolosità offensiva. La Fiorentina senza i suoi gol è scivolata piano piano a centro classifica: un solo gol in 439 minuti giocati in campionato sono troppo poco per un giocatore pagato quasi 70 milioni solo due estati fa dal Real. Italiano è già alla ricerca di una soluzione per trovare il gol con maggior frequenza e la scelta di domenica di mandare in campo Kouame come centravanti è da interpretare come un messaggio al serbo: tutti sono utili, nessuno è indispensabile. JOVIC SPINGE CABRAL IN PANCHINA - Fin qui Italiano ha sempre preferito dar spazio all’ex Real in campionato e a Cabral in Conference League. Nonostante la convivenza con Cabral non sia delle peggiori da dover sopportare, con il brasiliano anche lui fermo ad un gol, dopo un buon impatto alla prima giornata con la Cremonese il serbo invece è pero andato in grossa difficoltà. Il compito più arduo adesso è del tecnico che, non potendo contare su entrambi, dovrà inevitabilmente utilizzare il metodo che in passato ha esaltato Dusan Vlahovic, puntando definitivamente su uno dei due. Il posto all’interno dello scacchiere del tecnico è uno soltanto e sicuramente nelle prossime settimana verranno ridisegnate le gerarchie: uno sarà titolare in campionato, l’altro in Conference. La domanda è, quale sarà la scelta del club? Da una parte l’ennesima scommessa, dall’altra un ragazzo sul quale soltanto otto mesi fa era stato deciso di investire 15 milioni. PIOVE SUL BAGNATO – Sarebbe bastato il suo rendimento sul campo, oggettivamente insufficiente rispetto alle aspettative, per attirare su di lui le prime critiche ma adesso ci si mette anche qualche noia fisica. Durante l’ultima partita contro il Verona a nessuno è passato inosservato il suo rifiuto di scendere in campo: anche lo stesso Italiano, benché pubblicamente abbia scelto di non esprimersi, sarebbe furioso con lui. La Fiorentina minimizza tutto e secondo quanto riferito nel dopo partito da Niccolini, allenatore in seconda dei viola, l’attaccante avrebbe avuto un risentimento muscolare dell’ultimo minuto che, in caso di un ingresso in campo, coi minuti avrebbe potuto portare a qualcosa di più grave. La sensazione è comunque che il classe ’97 sia in piena crisi, non solo fisica ma anche psicologica. Intanto il giocatore si è comunque radunato con la propria nazionale e sabato prossimo potrebbe scendere in campo contro la Svezia.