Una volta se la prende con 4 ragazzi, una volta con l’arbitro: scaricabarile Mourinho, la colpa non è mai sua

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Borja Mayoral nella scorsa stagione ha segnato 17 gol. Più di Mkhitaryan, più di Dzeko: è stato il miglior marcatore della Roma. Oggi va in tribuna perché, secondo Mourinho, si è macchiato di una responsabilità gravissima: ha partecipato alla sconfitta per 6-1 contro il Bodo Glimt, un’onta per la storia giallorossa e per l’epopea dell’allenatore portoghese. Il fatto che in quella partita l’attaccante spagnolo abbia giocato solo il primo tempo, e sia stato sostituito sul 2-1, conta zero: è uno dei Grandi Colpevoli. Al pari di Villar (anche lui uscito sul 2-1), di Diawara (rimasto in campo fino al 3-1), di Reynolds. Servono capri espiatori per giustificare la disfatta? Eccoli: quattro ragazzi tra i 20 e i 24 anni.

Contro il Milan, la Roma non è mai stata in partita finché le due squadre sono rimaste in parità numerica. I rossoneri hanno segnato un gol con Ibrahimovic, poi hanno raddoppiato grazie a un rigore generoso, chiamiamolo un rigorino, per un presunto fallo di Ibanez sullo stesso Ibra. Ma il campo dice che hanno dominato la sfida in lungo e in largo, non solo nel possesso palla (che a volte può essere effimero) bensì anche nella qualità della manovra, nella costruzione delle azioni offensive, nella solidità difensiva. La gara è finita nelle mani della Roma quando, a metà ripresa, c’è stata l’espulsione di Theo Hernandez, pure questa però viziata da un errore dell’arbitro il quale non ha fischiato un fallo di Felix su Krunic che ha preceduto di qualche secondo il secondo giallo dato al francese. E’ stato in quel momento, in undici contro dieci, che i giallorossi sono emersi; in parità numerica, la squadra di Pioli era apparsa di un’altra dimensione. Alla fine della partita, Mourinho ha trovato un altro Grande Colpevole per gli insuccessi della sua Roma: l’arbitro Maresca. Che è sì di livello modestissimo e ha sicuramente sbagliato in occasione della gara contro il Milan, ma non è stato lui a determinare la sconfitta di una formazione - quella giallorossa - in evidente difficoltà. Eppure: “Non parlo altrimenti mi squalificano”.

Ormai la linea di Mourinho è tracciata in modo chiaro: quando la Roma perde c’è sempre un colpevole, o magari ce ne sono quattro, ma il responsabile non è mai lui. E’ triste che un grande allenatore quale lui è, o comunque è stato, stia arrivando a questo punto per giustificare le sconfitte. Finora i Friedkin lo seguono, così come i tifosi. Ma per quanto tempo crederanno ai suoi bluff?

@steagresti

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