Uomo vero ma senza panchina: Gattuso e la strana estate fuori dai giochi

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Allenatore della Fiorentina, anzi no, allenatore del Tottenham. O, alla fine, allenatore senza una panchina. Un’estate insolita quella di Gennaro Gattuso, tra i pochi esempi di tecnico già ufficializzato da un club e poi ripartito senza mai dirigere neanche un allenamento, giusto il tempo di una visita al cantiere del Viola Park è di qualche foto (senza sorrisi) da condividere sui profili social viola.

Gattuso e Italiano | Gabriele Maltinti/Getty Images
Gattuso e Italiano | Gabriele Maltinti/Getty Images

Un’estate che si consuma curiosamente, con una schiera sempre salda e folta di estimatori (al grido di battaglia di Gattuso uomo vero) e un rapporto compromesso con una piazza con cui, sulla carta, l’idillio sembrava fin troppo naturale. Il silenzio e il mistero sulle ragioni specifiche di quanto accaduto, in virtù del noto patto di riservatezza, restano d’obbligo e ancora inesorabili: si è creato quello stallo tipico di quando, lungo la via, ci si incrocia con qualcuno e, volendosi lasciare strada reciprocamente, si rimane lì incantati, fermi come statue.

Rocco Commisso | Gabriele Maltinti/Getty Images
Rocco Commisso | Gabriele Maltinti/Getty Images

E pensare poi che il piano B di Gattuso poteva persino essere preferibile e più accattivante piano A, un’occasione apparentemente caduta dal cielo (e anche qui il mistero e il silenzio restano padroni del campo) ma tramontata nel giro di poche ore e di troppi tweet. Il mondo del Tottenham ha voltato le spalle a chi solo poco prima aveva voltato le spalle al progetto viola, in una sorta di curioso processo karmico applicato al calcio e dai tratti fin troppo simili al processo mediatico. Lo stallo dunque è rimasto l'unico epilogo possibile, tra la fuga da Firenze e una partenza mai compiuta verso Londra. Dove, evidentemente, il credito e la fama di cui gode qui Gattuso hanno fatto fatica a penetrare.

Gli Spurs | Visionhaus/Getty Images
Gli Spurs | Visionhaus/Getty Images

Le sfumature del divorzio con la Fiorentina restano fuori dalla portata dei comuni mortali, intesi come tifosi e stampa, ma immaginare la pretesa di una squadra già fatta e finita a metà giugno appare quanto mai surreale, così come l’idea che un agente potesse aspettarsi di dettare legge a casa di un proprietario dal patrimonio di 8 miliardi di euro, trovando il pacifico consenso di quest'ultimo. Chissà che, tra le righe e le sfumature di qualche affare, la questione non sia trascesa, scivolando su ruggini personali complesse da ricucire, anche al di là delle ragioni. Ne sarà infine valsa la pena? La prossima avventura di Gattuso dirà quanto l’addio anticipato alla Fiorentina sia stato saggio e avveduto, dirà a quale delle due parti in causa alla fine è andata peggio, con la certezza che (comunque vada) il credito di “uomo vero” resterà agli occhi di molti come la sola verità possibile e granitica.

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