Urla, sfoghi, crescita e mercato: Inter, un anno di Conte. Ora il rush finale per vincere

Luca Fazzini
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Una clip emozionale lungo le vie di Milano, un annuncio all'alba e una frase chiara: "La sfida di Antonio Conte è la stessa di tutto il mondo nerazzurro: continuare a correre, per riportare l'Inter nell'elite del calcio europeo". Così, esattamente un anno fa, i nerazzurri presentavano Antonio Conte. Era il 31 maggio 2019. Di acqua sotto i ponti ne è passata: tutto inizia nel ritiro di Lugano, blindatissimo. Conte mostra subito il suo dna da sergente, facendo correre i suoi ragazzi. Con Marotta e Ausilio partono i confronti di mercato, alcuni membri della rosa (come Icardi e Nainggolan) vengono messi in disparte tanto dalla società quanto dal tecnico senza giri di parole. Altri, come Perisic, verrano etichettati in maniera chiara nel corso della tournée asiatica: "Non può giocare dove voglio io".

GIOIE, DOLORI E SFOGHI - C'è poi l'altro mercato, quello degli acquisti. Dopo i colpi Sensi e Barella, Conte sogna un grande numero 9. Da subito insiste per il suo pallino Romelu Lukaku, già sfiorato ai tempi del Chelsea. Il belga sbarca finalmente sul pianeta Inter a inizio agosto e un mese dopo è già l'eroe di Milano, grazie al gol che chiude il derby contro il Milan. In parallelo, intanto, ecco l'avventura in Champions: soprattutto da qui passa la crescita dell'Inter. Il 3-2 subito in rimonta a Dortmund è l'emblema di una squadra in costruzione e al termine del match il tecnico sbotta in conferenza stampa: "Venisse qualche dirigente a parlare! Spero che queste partite facciano capire alcune cose a chi deve capirle". Sì, il messaggio arriva forte e chiaro. Se in Champions l'Inter deve arrendersi al Barcellona, sul mercato arrivano i rinforzi tanto attesi. Conte sogna a lungo Vidal, ma Marotta estrae dal cilindro il coniglio Eriksen.

ALL'ORIZZONTE... - I nerazzurri tornano a correre in campionato: un girone dopo è ancora Lukaku a chiudere un derby da cardiopalma. Poker al Milan in rimonta, aggancio alla Juve (caduta il giorno prima a Verona) e primo posto in virtù della differenza reti. L'ultimo mese di campo invece un saliscendi continuo: l'Inter supera agilmente l'ostacolo Ludogorets in Europa League, ma cade nelle due delicate trasferte contro Lazio e Juve. Poi, lo stop. Conte non ha però smesso di seguire i suoi giocatori, allenandoli anche a distanza, e ora è tornato a urlare e dirigere dal campo. All'orizzonte c'è la semifinale di Coppa Italia contro il Napoli, oltre al cammino in Europa e un sogno scudetto non ancora tramontato nonostante la distanza con i bianconeri. È solo l'inizio della lunga avventura targata Conte. Durata già un anno ma in attesa di infiammarsi definitivamente. Possibilmente con un trofeo.