Vasseur: "Questa crisi può portare dei team a lasciare la F1!"

Giacomo Rauli
motorsport.com

La pandemia da coronavirus è una piaga che non solo mette in pericolo l'effettivo svolgimento del Mondiale 2020 di Formula 1, ma anche l'esistenza stessa di alcuni team. Più gran premi vengono annullati o posticipati, meno introiti ricevono i team dai diritti televisivi.

Anche in Formula 1 i proventi derivanti dalla cessione di quel tipo di diritti costituisce una fetta importante delle entrate annuali di ogni team. Per questo motivo alcune squadre hanno iniziato a temere di non ricevere abbastanza soldi per portare avanti il proprio progetto nella massima serie a ruote scoperte del motorsport.

A sottolineare la gravità della situazione attuale è stato Frederic Vasseur, team principal di Alfa Romeo Orlen Racing, intervenuto poche ore fa ai microfoni dell'emittente televisiva francese Canal+.

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"Questa è la più grande crisi che la F1 ha avuto da qualche anno a questa parte, almeno da quando la seguo", ha ammesso il manager originario di Draveil. "E' una crisi che ha già causato il rinvio di mezza stagione. E' una cosa mai accaduta in precedenza. Dal punto di vista finanziario avrà un impatto molto forte sulle squadre. E' il momento di reagire".

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La paura di parte del Circus iridato è quella di rivivere quanto accaduto alla fine della prima decade del 2000, quando la crisi economica planetaria costrinse alcuni costruttori ad abbandonare la Formula 1 nel medesimo momento.

"Abbiamo passato alcune crisi, come quella del 2008. Ci sono stati 3 o 4 costruttori che hanno lasciato la F1 contemporaneamente. Potrebbe accadere la stessa cosa quest'anno, potrebbero esserci defezioni di team perché quando si cancellano gare non otteniamo la nostra quota di diritti televisivi, quindi dobbiamo trovare altre soluzioni".

Secondo Vasseur l'unico modo per uscire da questa situazione e proteggere l'ecosistema attuale della F1 è quello di remare tutti dalla stessa parte. Il team principal dell'Alfa Romeo si riferisce in particolar modo ai team, che hanno la responsabilità di trovare soluzioni per resistere e riprendere la loro attività regolarmente una volta che la pandemia da coronavirus sarà solo un terribile ricordo.

"Se non siamo in grado di reagire e proporre una soluzione, avremo difficoltà ad andare avanti. Dobbiamo far capire a tutti che siamo sulla stessa barca. Alcuni sono al timone, altre rimano, ma se uno di loro manca, allora non funziona più nulla. E' una cosa che la gente e i grandi team non sempre hanno capito".

"Qui le cose stanno cambiando perché la settimana scorsa abbiamo avuto un accordo quasi unanime sui cambiamenti, abbiamo finito per avere tutti a bordo. Le decisioni che non siamo riusciti a prendere tre mesi fa sembrano ovvie oggi, quindi sarebbe bene che le decisioni che dovremo prendere fra 3 mesi siano prese oggi. Altrimenti non ci sarà sopravvivenza per molti team. Il sistema funziona così e questa è la verità".

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