Vela: Beccaria, 'è il coronamento di due anni di lavoro ininterrotti'

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La vittoria alla Minitransat di Ambrogio Beccaria "è il coronamento di due anni ininterrotti di lavoro che ho fatto su questa barca, insieme all'allenatore, al velaio, a tutti quelli che mi hanno aiutato". "Bogi", come lo chiamano gli amici (o anche "cammellone") è appena sceso a terra dal suo Pogo 3, la barca numero 943 Geomag che lo ha portato dalle Canarie ai Caraibi in 13 giorni, un'ora e 58 minuti più qualche secondo, e al telefono con l'Adnkronos tributa il primo ringraziamento anzitutto al suo mezzo, che ha allestito a partire dal guscio, lo scafo nudo: "conosco qualsiasi parte della barca, fino all'ultima vite. Questo mi ha permesso di partire con grande tranquillità, anche se rilassati non si sta mai".  

Alla partenza da Las Palmas "ho fatto una fesseria e ho piegato il bompresso, questo mi ha preoccupato un po' ma ho visto che teneva e ho smesso di preocuparmi. Per sostituirlo avrei dovuto tagliare lo strallo, e non era proprio il caso. Sono andato avanti lo stesso, è andata bene" In effetti dai video sulla sua pagina Fb Beccaria è sempre sembrato rilassato: "mah, sonni tranquilli non è che ne abbia passati tanti. Ma uno dei miei punti forti è di stare molto a mio agio in mezzo al mare, però questo non vuol dire essere rilassati. Spingere la barca al massimo vuol dire arrivare a un limite molto sottile, raggiungere un equilibrio molto fragile". C'è stato un momento di svolta? "Forse la scelta di strambare subito in partenza e portarmi a ovest -risponde-, mentre gli altri andavano verso sud. Questo ha significato che loro prendevano più vento, ma io ho fatto meno strada".  

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