Ventura cambia abito all'Italia: contro l'Olanda 3-5-2, gioca Petagna

Goal.com

Giampiero Ventura si prende il bicchiere abbastanza pieno della notte di Palermo - ovvero i fondamentali 3 punti contro l' Albania che consentono alla sua Italia di proseguire il testa a testa con la Spagna per la vetta del girone di qualificazione ai Mondiali 2018 - e prepara una formazione rivoluzionata per l'amichevole di prestigio di martedì contro l' Olanda .

Il primo dubbio, quello sul modulo , dovrebbe essere sciolto puntando sulla natura 'camaleonte' dal punto di vista tattico che il Ct ha impostato da quando ha preso il testimone da Conte: abbandonato il 3-5-2 delle prime uscite, soluzione che aveva garantito continuità 'pronto uso', si è passati al prediletto 4-2-4 visto al 'Barbera', e peraltro l'Italia di Ventura è già scesa in campo anche col 3-4-3.

Proprio con il 3-5-2, modulo che ha fatto le fortune dell'Italia di Antonio Conte in Francia, dovrebbero giocare gli azzurri martedì sera. Questo è emerso dalle prove tattiche effettuate dal ct nei due giorni successivi alla gara contro l'Albania. Dentro dunque i vari Rugani e Romagnoli in difesa, con Darmian esterno sinistro di centrocampo e Parolo titolare. Davanti, invece, un'altra prima: Petagna dovrebbe affiancare Eder.


Resiste però anche un'altra opzione, comunque meno probabile della precedente: quella che prevede l'utilizzo del 3-4-3, con Spinazzola esterno e Candreva-Eder a sostenere Belotti come punta più avanzata del tridente. In entrambi i casi la difesa sarà la stessa, con Donnarumma a guidarla tra i pali al posto di Buffon.

A candidarsi per una maglia è anche un altro giocatore che non ha mai vestito l'azzurro: Roberto Gagliardini, alla sua seconda convocazione dopo essere stato chiamato anche per le gare novembrine contro Liechtenstein e Germania.


Insomma: che si tratti di 3-5-2 (molto più probabile) o di 3-4-3, in ogni caso quello di Amsterdam sarà un robusto - quasi totale - cambio di interpreti, come del resto faceva presagire il fatto, che non accadeva addirittura da 27 anni, che la Nazionale concludesse un match senza nessuna sostituzione.

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