Verstappen primeggia al Gp del Brasile, disastro Ferrari sul finale

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È l’olandese Max Verstappen il trionfatore del Gp del Brasile tenutosi domenica 17 novembre sul circuito di Interlagos. Il pilota della Red Bull è stato il vero protagonista della gara, che lo ha visto partire in pole position dopo le ottime qualificazioni della giornata precedente. Delusione totale invece per le due Ferrari di Charles Leclerc e Sebastian Vettel, che al 66esimo giro vengono entrambe eliminate a causa di un tamponamento occorso tra di esse durante un controsorpasso.

Gp del Brasile, vittoria Verstappen

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Già partito in prima posizione, Verstappen si porta a casa il Gran Premio del Brasile lasciandosi alle spalle il francese Pierre Gasly della Toro Rosso e lo spagnolo Carlos Sainz della McLaren. Per l’olandese è la terza vittoria in questa stagione di Formula Uno, dopo i precedenti successi nei Gran Premi d’Austria e di Germania, che gli consente di raggiungere il terzo posto con 260 punti nella classifica piloti.

Subito sotto il podio troviamo in quarta e quinta posizione i due piloti del’Alfa Romeo Kimi Raikkonen e Antonio Giovinazzi, che colgono così un inaspettato successo per la scuderia Svizzera ora salita a 53 punti in classifica costruttori.

Disastro Ferrari, parla Mattia Binotto

Quello che però tutti si ricorderanno di questo Gp brasiliano sarà la sfortunata eliminazione dei due ferraristi sul finale di gara, con Sebastian Vettel che nel corso di un sorpasso va a toccare con la ruota posteriore sinistra l’anteriore destra dell’auto di Leclerc. Un contatto fatale, che causa la rottura della sospensione per il monegasco e una foratura per il tedesco, costretti entrambi al ritiro.

Nel posto gara, il team principal della Ferrari Mattia Binotto esprime la propria delusione per quanto accaduto, dichiarando come la colpa sia di entrambi i piloti: “Siamo delusi e dispiaciuti, i due piloti si devono rendere conto che hanno danneggiato l’intera squadra. Erano liberi di gareggiare tra di loro, però sono piccoli errori che si pagano come squadra e non va bene. […] Ognuno di loro avrà una parte di colpa”.

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