Violamania: 45 minuti con l'Inter da togliere il fiato. La Fiorentina è l'ottava sorella fra le big di Serie A

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Ci abbiamo creduto. O forse sperato. Insomma, al 45’ di Fiorentina-Inter, con il punteggio sull’1-0 e i viola in completo controllo del match, la sensazione era di quelle che tolgono il fiato. Balzare in vetta alla classifica per una notte, portare a casa uno scalpo importante, certificare una volta per tutte che, sì, Spalletti ha ragione quando parla della Fiorentina come ottava sorella del calcio italiano. Ma le partite non durano solo 45 minuti, e quando l’avversario è l’Inter non puoi concedertene neanche tre di blackout. VUOTO – Di memoria, perché sembra che dal 52’ al 55’ i dettami di Italiano sulla pressione siano stati dimenticati dai suoi uomini, che hanno lasciato una voragine a Barella in occasione dell’1-1. E vuoto anche di concentrazione, perché su Dzeko, per il quale sovrastare Biraghi è un gioco da ragazzi, poteva e doveva esserci Milenkovic. Passaggio a vuoto, poi, di Gonzalez, che ha gettato alle ortiche una prova da urlo applaudendo platealmente in faccia all’arbitro e facendosi cacciare, proprio quando c’era estremo bisogno dell’ennesimo suo guizzo. Italiano e i suoi riassaporano il gusto amaro della sconfitta. Ma Firenze non deve dimenticare che, in fin dei conti, ci sta. Come ci stava perdere con la Roma alla prima di campionato. TABELLA DI MARCIA – La Fiorentina fino ad ora ha vinto le gare alla portata e perso quelle che poteva permettersi di perdere, mostrando in entrambe ottime cose che fanno guardare al futuro con una buona dose di ottimismo. L’unico pericolo è quello di farsi destabilizzare da una sconfitta, che può rompere il ritmo. Se arrivassero una vittoria a Udine domenica e una sconfitta successivamente contro il Napoli, rientrerebbe tutto nell’ordine naturale dei pronostici. Per ribaltarli, non c’è fretta: la Fiorentina sta crescendo passo passo, e come dice Italiano deve prima di tutto arrivare a quota 40 nel minor tempo possibile. SEGNALI – Discreto l’esordio di Nastasic, che si è inserito nel quadro di perfezione dipinto dalla Fiorentina nel primo tempo e non ha demeritato oltremodo nel momento del crollo. Duncan è sempre più convincente nel ruolo di mezzala sinistra – cattive notizie per Castrovilli – e forma con Bonaventura e Torreira quello che dà la sensazione di essere il centrocampo “più titolare” degli altri. Sottil si è sbloccato, l’espulsione di Gonzalez probabilmente forzerà Italiano a dargli continuità: il ragazzo sfrutti la sua occasione per se stesso e per dare una mano a Vlahovic, frustrato da Handanovic miracoloso ma, a parte quel frangente, ancora una volta anestetizzato dall’organizzazione della difesa avversaria, ben consapevole del suo valore. Nuytinck e compagni prendono appunti…

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