Vola il Venezia di Inzaghi e Tacopina: oggi in B, domani... chissA'

E pensare che meno di due anni fa, nel mese di luglio 2015, il calcio a Venezia era sprofondato. Definitivamente, si temeva, dopo che il disimpegno del patron russo Korablin aveva fatto portare i libri in tribunale e sancire il quarto fallimento nella storia del Venezia, dopo quelli del 1983, 2005 e 2009. Fortunatamente è invece arrivata un’altra ripartenza, ma stavolta sulle solide basi poste dalla cordata statunitense capeggiata da Joe Tacopina, che in due stagioni ha riportato il Venezia in Serie B, dove mancava da ben 12 stagioni, e che pare aver finalmente colto l’enorme potenziale di immagine che una squadra di calcio competitiva in Laguna può generare.

Il 35% del pubblico del Chelsea è formato da turisti, se pensiamo che a Venezia arrivano 35 milioni di turisti l’anno...” dichiarò nell’ottobre 2016 al New York Post, facendo intuire quale fosse la leva su cui puntare per scalare ulteriori posizioni nella piramide del calcio italiano. Ma per capire meglio il presente, occorre fare un passo indietro.

2002: IL SACCHEGGIO DI PERGINE VALSUGANA

Correva l’estate 2002, e il Venezia era appena retrocesso dalla A alla B. Stanco soprattutto del tira e molla con il Comune per il via libera alla costruzione del nuovo stadio, il patron Maurizio Zamparini formalizza nell’arco di pochi giorni una mossa senza precedenti nel calcio italiano: l’acquisto del Palermo e il trasloco coatto di gran parte della rosa del Venezia verso il nuovo club del patron friulano. 

Così, il 21 luglio del 2002 Zamparini acquistò il club siciliano pagando a Sensi una cifra compresa tra i 15 e i 20 milioni di euro e, nel giro di appena 24 ore, ne rinforzò la rosa con il portiere Rossi, i difensori Bilica, Conteh e Modesto, i centrocampisti Lai, Marasco, Morrone, Ongfiang, Santana e Soligo, gli attaccanti Di Napoli e Maniero. 

Venezia 2002

Insieme all’allenatore Glerean (che ammise: “Io ho firmato per Zamparini e l’accordo era che lo avrei seguito in qualsiasi squadra”), i 12 giocatori salirono su un pullman e si diressero da Pergine Valsugana (sede del ritiro del Venezia) a Longarone (sede del ritiro del Palermo), lasciando i lagunari con una rosa ai minimi termini e la nuova proprietà di Dal Cin chiamata a rifare la squadra pressochè da zero.

La mossa di Zamparini, decisamente in linea con il personaggio, chiuse in maniera eclatante una presidenza che aveva avuto principalmente il merito di riportare il Venezia in Serie A dopo quasi 40 anni, scrivendo pagine memorabili soprattutto con l’incredibile salvezza del 1998/99, agevolata dall’arrivo nel mercato di gennaio di un giovane Alvaro Recoba. Ricordi polverizzati nel giro di pochi anni: nel 2002 il disimpegno di Zamparini, nel 2005 il fallimento.

UN NODO CRUCIALE: LO STADIO

Venezia stadio

Come detto, il nodo dello stadio è sempre stato cruciale per chi negli anni ha provato l’investimento sul Venezia. Coerentemente con la geografia di una città unica al mondo, il “Pierluigi Penzo” è sull’isola di Sant’Elena, a poche centinaia di metri in linea d’aria da Piazza San Marco. Una location suggestiva in assoluto, ma eufemisticamente poco pratica visto che l’unico mezzo utilizzabile è il vaporetto.

Vero che il “calcio romantico e nostalgico” sta facendo proseliti, ma bisogna fissare dei paletti ed è palese che nel 2017 un club con ambizioni superiori alla LegaPro non possa contare su uno stadio logisticamente così scomodo e anacronistico. L’area del nuovo impianto è stata individuata da anni nei pressi di Tessèra – vicino all’aeroporto – ma per vari motivi finora il progetto è rimasto sulla carta. Riuscirà Tacopina a trasformarlo in realtà?

2016/17: CON PIPPO VERSO LA SERIE B

Il percorso del Venezia nel girone B di LegaPro è stato assai lineare, con Filippo Inzaghi che ha impiegato ben poco tempo per prendere in mano la squadra e darci la sua direzione. Tre sconfitte ben distribuite nell’arco della stagione e immediatamente smaltite da un gruppo poggiato sulla miglior difesa del campionato e su una sicurezza che ha preso forma in un 2017 sin qui ancora senza l’ombra di un sconfitta.

Merito di un mix interessante, con parecchi giocatori che hanno visto da molto vicino le categorie superiori: Domizzi e Bentivoglio hanno tanti anni di Serie A alle spalle, Ferrari, Baldanzeddu (poi passato a metà stagione al Catania) e Geijo hanno accettato di scendere di un gradino nonostante buone stagioni in B, per non parlare di Zampano che lo scorso anno la cadetteria l’ha addirittura vinta, con la maglia del Crotone. Il tutto innestato in un telaio ben rodato, con storie particolari come quella di Stefano Moreo, che fino al 2011 vedeva Inzaghi allenarsi a Milanello mentre lui era con le giovanili. Quest’anno Inzaghi lo ha portato a raggiungere la doppia cifra tra i professionisti per la prima volta in carriera.

VENEZIA IN B: E ADESSO?

In un’intervista alla “Nuova Venezia” Tacopina ha delineato la scorsa settimana lo step successivo di un progetto che a parole sembra estremamente ambizioso: “Il mio modello rimane il Real Madrid e sono spesso in contratto con alcuni dirigenti spagnoli. I nostri giovani devono sapere che avranno una possibilità di arrivare in prima squadra. Voglio che il settore giovanile del Venezia attragga talenti da tutta Italia, e che nel settore giovanile la mentalità e il sistema di gioco siano identici a quelli della prima squadra”. Una cosa è certa: Filippo Inzaghi sarà l’allenatore anche l’anno prossimo. Riuscirà a creare un’altra grande festA in piazza San Marco?

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