Wolff: "La pandemia da COVID-19 ha migliorato la mia vita"

Giacomo Rauli
motorsport.com

Toto Wolff non è solo uno dei più brillanti manager dell'intero panorama del motorsport attuale (e forse della storia grazie alla serie di successi ottenuti a capo di Mercedes Motorsport in F1), ma anche un personaggio mai banale, capace a comunicare come pochi altri colleghi al mondo.

Non è un vantaggio da poco, considerando che la comunicazione - al tempo di internet e dei social network - sembra aver conquistato una fetta indispensabile della quotidianità di tutti.

In questo periodo, funestato dalla pandemia da COVID-19, anche Wolff ha dovuto stravolgere la propria vita. E, per una persona che da 25 anni ha una routine a dir poco frenetica e imprevedibile, non è un elemento irrilevante.

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"Il Coronavirus ha insegnato a me e a Susie che rallentare è una cosa buona. All'inizio è stato difficile, perché potevamo fare poche cose. Dunque era fondamentale tenersi occupati durante il giorno facendo diverse attività, Formula 1 compresa", ha affermato il manager austriaco in un video pubblicato sul sito ufficiale della Mercedes.

"Ma in queste settimane ho trovato tempo per riflettere, di passare tempo con i figli. Per me sono nuove esperienze. Da 25 anni non sono mai stato in un posto per più di 2 settimane. E' accaduto solo in vacanza. Per cui tutto questo è stato qualcosa di nuovo e credo che abbia cambiato la nostra vita in meglio. Fare meno telefonate, meno meeting, lavorare meno è qualcosa che mi ha reso un essere umano migliore".

La gestione piloti ai tempi del COVID-19

A proposito di comunicazione e gestione a distanza, ecco come Wolff ha cercato di avere la situazione sotto controllo per quanto riguarda i suoi due piloti titolari: Lewis Hamilton e Valtteri Bottas. Un po' a sorpresa, colui che ha preso più distanze dai vertici del team è stato il finnico, che si sta godendo la sua Finlandia con la nuova fidanzata, tante uscite in bicicletta e un primo approccio alle corse fatto poche ore fa al volante di una Skoda Fabia R5.

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"Non ho voluto assillare i piloti. Ho lasciato loro la libertà di gestire il tempo e il modo di comunicare con me. Con Valtteri non ci siamo sentiti, perché credo sia in un posto molto bello e credo che sia felice. Con Lewis ci sentiamo molto. Parliamo e ci teniamo aggiornati regolarmente".

"Valtteri è un ragazzo endurance. Per cui adesso penso abbia la partner ideale per fare ciclismo. Ha un osso duro accanto a sé dal punto di vista ciclistico, ma lui ha un livello di competizione che certamente gli permette di essere all'altezza della sua ragazza".

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