Wolff: "Non possiamo fare affidamento sui nostri record"

Matteo Nugnes
motorsport.com

Si dice sempre che i grandi cicli devono terminare prima o poi. Micheal Schumacher riuscì a regalare cinque titoli iridati consecutivi alla Ferrari tra il 2000 ed il 2004 (i Costruttori però furono sei, compreso quello del 1999). Un primato che è già stato battuto dalla Mercedes, che nel 2019 si è portata a casa il sesto doppio titolo di fila, ma che non sembra minimamente intenzionata a mollare la presa.

Il debutto della W11 nello shakedown di Silverstone ha già spaventato la concorrenza, perché la nuova monoposto sembra decisamente più estrema di quelle concepite dagli avversari. Tuttavia, il team principal Toto Wolff è stato come sempre molto prudente, ribadendo che i successi del passato non sono garanzia di trionfo anche nel presente, ma soprattutto sottolineando che quella che sta per cominciare sarà una stagione molto impegnativa, visto che molte risorse dovranno essere dirottate anche verso la vettura che dovrà dare il benvenuto al rivoluzionario regolamento 2021.

L'anno scorso la Mercedes ha scritto la storia vincendo per il sesto anno di fila entrambi i titoli mondiali. Qual è il prossimo traguardo?
"C'è un grande senso di orgoglio all'inteno della squadra, perché con siamo diventati i primi della storia a vincere sei doppi titoli consecutivi. Ma allo stesso tempo, c'è molto scetticismo, perché sappiamo di non poter fare affidamento sui record del passato. Ricominciamo tutti da zero punti anche quest'anno e crediamo che il 2020 sarà particolarmente impegnativo, perché ci saranno squadre che si concentreranno molto sul 2020 e ce ne saranno altre che sposteranno le loro risorse sul 2021. Trovare un giusto equilibrio sarà molto importante, ma non sarà facile".

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Come si fa a trovare il giusto equilibrio?
"Il regolamento 2020 è un'evoluzione di quello del 2019 e quindi servirà un po' di tempo per migliorare la vettura. D'altra parte, i regolamenti 2020 sono davvero molto diversi e quindi serve tempo per prepararsi al meglio. Ogni giorno di ritardo, i tuoi concorrenti renderanno più difficile recuperare il gap. Senza dimenticare l'effetto del budget che, che significa che nel 2021 avremo meno risorse disponibili. Ma la nostra ambizione è chiara: vogliamo essere competitivi sia nel 2020 che nel 2021. Questa è una grande sfida. Ma più sono grandi e più ci piacciono".

Sei tornato in fabbrica la prima settimana di gennaio: come descriveresti l'atmosfera?
"Sono tutti molto calmi e concentrati. Sappiamo che c'è un lavoro importanti da fare e risultati da consegueire per soddisfare le nostre aspettative, quindi ci stiamo da dando da fare per provarci e prepararci nel miglior modo possibile. Non pensiamo che vincere gare e campionati ci sia dovuto, sappiamo che dobbiamo lavorare molto duramente per riuscirci, come abbiamo sempre fatto ogni anno. Questa è la nostra mentalità da sempre".

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Quest'anno si celebra il decennale del ritorno in Formula 1 della Mercedes con un factory team, dopo un'assenza che durava dal 1955. Cosa significa questo per la squadra?
"E' fanstastico che il team possa festeggiare il suo decimo anniversario. 25 anni fa la Mercedes è tornata in F1 come fornitore di motori, poi ha deciso di impegnarsi con un team ufficiale. Questo dimostra il nostro impegno a lungo termine, sia come team che come fornitore di power unit. Abbiamo assistito a dei cambiamenti regolamentari e nel top management della Daimler, ma il nostro impegno in questo sport non è cambiato. Il decimo anniversario del nostro team è un'altra pietra miliare del nostro impegno".

Il 2020 sarà anche il primo anno senza Niki Lauda. Credi che questo avrà un impatto sulla squadra?
"Ogni giorno ci manca Niki, come amico e come collega. Sembra ancora ieri l'ultima volta che gli ho parlato, anche se è trascorso più di un anno e mezzo dall'ultima volta che è venuto ad una gara. Non ci sono parole per descrivere quello che provo, ha lasciato veramente un vuoto enorme per tutti noi".

Se guardiamo alla storia del team, c'è sempre stata molta stabilità a livello di personale. Quanto pensi che sia importante questo per la squadra?
"Il team è cresciuto negli ultimi sette o otto anni, a partire da una solida base che era stata realizzata dai miei predecessori. Da allora, abbiamo sviluppato la nostra organizzazione, aggiungendo risorse ed abilità. Ma penso che ciò che ha giocato la parte più importante nei nostri successi sia un qualcosa che non puoi rappresentare nei grafici o nelle statistiche. E' un qualcosa che è cresciuto in questi anni ed è vissuto tutti i giorni dalle persone che fanno parte del team. Penso che sia proprio nelle giornate più difficili che i nostri valori e la nostra mentalità ci aiutano a fare davvero la differenza".

Che ruolo ha oggi la sostenibilità in Formula 1?
"La sostenibilità ha un ruolo molto importante nella nostra vita quotidiana. Il cambiamento climatico c'è e quindi dobbiamo affrontare questo problema per i nostri figli. Credo che la Formula 1 possa sviluppare una tecnologia che contribuirà a rendere le vetture stradali, le batterie ed i motori a combustione più efficienti per vari settori di applicazioni industriali. Abbiamo sviluppato delle power unit che raggiungono livelli record di oltre il 50% di efficienza termica, rispetto al 29% che i motori V8 raggiungevano solo 7 anni fa. E' tecnologia che si sta facendo strada nei motori stradali Mercedes, perché la Formula 1 cerca la potenza, ma anche l'efficienza".

Valtteri Bottas, Mercedes AMG F1 W11

Valtteri Bottas, Mercedes AMG F1 W11 <span class="copyright">Mercedes AMG</span>
Valtteri Bottas, Mercedes AMG F1 W11 Mercedes AMG

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Sir Jim Ratcliffe Presidente e Amministratore Delegato del gruppo chimico Ineos Direttore Esecutivo (Business), Mercedes AMG

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Sir Jim Ratcliffe Presidente e Amministratore Delegato del gruppo chimico Ineos Direttore Esecutivo (Business), Mercedes AMG Glenn Dunbar / Motorsport Images

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