Zaniolo: "Gasati per Mourinho, non vediamo l'ora. Porterei Ibrahimovic alla Roma"

"Dopo la vittoria nel derby e l'ok del professor Fink sto ancora meglio. Ho passato l’inverno in tribuna sperando, ogni domenica, che il mister si girasse e mi chiamasse, sebbene sapevo fosse impossibile...". Nicolò Zaniolo inizia con queste parole la lunga intervista concessa oggi a Sport Week, settimanale de La Gazzetta dello Sport. Ecco i passaggi principali.

Zaniolo in azione | Valerio Pennicino/Getty Images
Zaniolo in azione | Valerio Pennicino/Getty Images

IL PIANTO - "L’ultima volta che l’ho fatto ero ad Amsterdam, Olanda-Italia di Nations League, il 7 settembre 2020, la volta in cui mi sono rotto il crociato del ginocchio sinistro. Ma pur di giocare l'Europeo mi sarei rotto il ginocchio un'altra volta. Ero arrabbiato e mi chiedevo perché proprio a me".

FLORENZI - "Alessandro è la mia ancora, ha vissuto il mio stesso doppio infortunio e mi chiama ogni giorno per chiedermi come sto dicendomi di non abbattermi e di preservare il mio talento".

L'ARRIVO DI MOURINHO - "Siamo gasati, non vediamo l’ora di dimostrargli quanto valiamo. È un grande allenatore e ha vinto tanto, la penso come lui: bisogna sempre puntare al massimo. Anche se bisogna dar merito a Fonseca, per me è un onore essere allenato da lui, non vedo l’ora di rientrare e aiutare la squadra. Sono un fiume in piena, per fortuna tra un mese si ricomincia. Voglio correre, giocare e fare gol. Ovunque, ma mi trovo bene a destra. Ora spacco tutto, ma con la testa".

ANCELOTTI - "Ha provato a consolarmi e a sdrammatizzare, dicendomi che ai suoi tempi la medicina non era così forte."

L'infortunio | Claudio Villa/Getty Images
L'infortunio | Claudio Villa/Getty Images

GLI AVVERSARI- "Ho incontrato i difensori centrali più forti del mondo: Van Dijk, Chiellini, Sergio Ramos e Skriniar. Che è il più fastidioso, uno di quelli che soffro. Tosto, arcigno e non molla niente".

IBRAHIMOVIC -"Zlatan Ibrahimovic è un dio, un mito. Mi piacerebbe parlargli, vedere come si approccia alla partita e giocarci perché l'ho fatto solo alla Playstation e mai dal vero. Lo porterei alla Roma, vorrei la sua costanza e il talento di Messi".

LA NAZIONALE - "L’Italia viene prima di me. Ho capito la scelta del mister. Gioca chi se l’è meritato sul campo. Io sono stato mesi davanti alla tv. E ora sarò il loro primo tifoso".

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