Zapata: "Serie A e Coppa Italia, voglio tutto. L'Inter non è più forte dell'Atalanta"

Alessio Eremita
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Duvan Zapata carica l'Atalanta in vista del ritorno in campo. L'attaccante colombiano vuole riconfermarsi in Serie A e raggiungere nuovamente la qualificazione alla prossima Champions League con i nerazzurri: “Di facile non c’è nulla. In classifica siamo tutti lì e non possiamo sbagliare mai. Poi c’è la finale con la Juve: vincere un titolo sarebbe speciale e ti farebbe giocare la Supercoppa. Ma io non scelgo, voglio tutto”.

Su Gian Piero Gasperini: “Il mister è stato fondamentale soprattutto nei miei primi mesi a Bergamo. Non segnavo, faticavo a capire i meccanismi della squadra, non conoscevo i compagni. Mi ha dato fiducia”.

Zapata farà affidamento anche sul connazionale Luis Muriel: “Con un solo centravanti o due, cambia poco. I concetti della squadra restano gli stessi, anche se con me e Lucho abbiamo più verticalità. Con altri facciamo più possesso. Attaccanti colombiani? Siamo un popolo allegro, per questo diamo il meglio dalla metà campo in su. Ci piace fare gol, dare spettacolo”.

Duvan Zapata, Luis Muriel | MIGUEL MEDINA/Getty Images
Duvan Zapata, Luis Muriel | MIGUEL MEDINA/Getty Images

Sull’Inter: "Non è più forte. Hanno vinto, ma ci hanno sofferto, come tutte le volte che ci hanno affrontato. Poi non sempre i risultati rispecchiano i meriti. Io credo che l’Inter sia prima perché ha avuto più tempo per lavorare sui dettagli, dopo essere stata eliminata in Europa. Lukaku? Non siamo così simili. Sta facendo un grande campionato, ma pure lui ha faticato prima”.

Sull’esperienza passata all'Udinese: “Ho solo bei ricordi di Udine. Quando arrivai, mi feci male quasi subito, segnando un gol al Bologna. Dovevo star fuori 4 mesi, tornai dopo 3: mi curarono alla grande. E poi, al secondo anno, andai per la prima volta in doppia cifra”.

Infine, un chiarimento sulla lite con Zlatan Ibrahimovic: “Cose di campo. Nei giorni seguenti circolò un audio che attribuirono a me, dove si parlava di rigori per il Milan. Non ero io, ma i tifosi rossoneri mi riempirono di insulti. Pensare che io non ho nemmeno risposto a Ibrahimovic: stavo vincendo 3-0, perché mettersi a litigare?”.

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