Zero Racing nel Campionato Italiano Sport Prototipi

Redazione Motorsport.com

C’è un nuovo team ai nastri di partenza della prossima stagione tricolore per il Campionato Italiano Sport Prototipi.

La Zero Racing capitanata dall’ex pilota Nicola Marozzo è infatti pronta a schierarsi in pista tra le Wolf GB08 Thunder della serie tricolore.

La squadra calabrese negli ultimi anni ha corso con successo in vari campionati riservati alle Renault Megane Trophy V6, ed ha legato il proprio nome fra gli altri anche a quello di Andrea Mosca, classe 1970, fiorentino di nascita nel cui curriculum figurano il titolo di campione Italiano Kart del 1988 e le vittorie ottenute dal 2015 al 2017 proprio al volante delle vetture di Zero Racing.

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Andrea Mosca è il pilota designato per la prima vettura, mentre sono in corso trattative per la seconda Wolf GB08 Thunder.

Nicola Marozzo (Team Principal Zero Racing), ha detto: "Entriamo, a mio avviso in uno dei migliori 3 campionati che ci sono oggi in Italia, per numero di partecipanti, qualità e performance delle vetture ed organizzazione, lo facciamo nel momento giusto con davanti 3 stagioni dove il regolamento tecnico non subirà variazioni, abbiamo quindi tutto il tempo per lavorare secondo il nostro metodo, cercando velocemente di comprendere la vettura e poi punteremo a giocarci qualcosa di importante, siamo felici di avere Andrea Mosca ad affrontare con noi questa sfida, stiamo anche lavorando per affiancargli un altro pilota altrettanto veloce"

Andrea Mosca (pilota #5 - Zero Racing), ha aggiunto: "Sono contento di iniziare questa nuova avventura sportiva, alla quale mi approccio con rispetto ma sicuro con impegno e dedizione , ho svolto un breve test con la Wolf GB08 Thunder e ne sono rimasto davvero ben impressionato, sono convinto che insieme al team dopo una prima fase di rodaggio potremo toglierci delle belle soddisfazioni".

Il nome prescelto per il Team, Zero Racing, deriva essenzialmente dall’ammirazione del suo Team Principal per la meccanica giapponese, caratterizzata da affidabilità e metallurgia eccellente. Gli aerei giapponesi durante l’ultima guerra mondiale erano appunto gli Zero Fighter.

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