Zone rosse e arancioni, quali Regioni rischiano di cambiare colore

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Diverse Regioni italiane sono sotto osservazione e potrebbero “cambiare colore”, ovvero la fascia di rischio stabilita per far fronte all’emergenza coronavirus. In particolare, il Comitato tecnico scientifico lo deciderà insieme al ministero della Salute e il governo. "Oggi avremo un momento di confronto con il Cts e da li potremo capire quali regioni passeranno o meno in una situazione diversa", ha detto il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D'Incà, ospite a "Start" su Skytg24, sulla possibilità che per alcune regioni venga inasprito il coefficiente di rischio, con il passaggio da zona gialla a arancione o rossa.

La Campania potrebbe diventare zona rossa. Il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, sostiene che proclamare la Regione zona rossa è una decisione "purtroppo inevitabile, anzi, tardiva".

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Sotto osservazione anche la Liguria, ma secondo il governatore Giovanni Toti un passaggio da zona gialla a zona arancione sarebbe sbagliato. I dati fornito, secondo il presidente di Regione, "sono precisi, accurati e confermati".

Sorvegliato speciale anche il Veneto, dove si è parlato di carenza dei numeri trasmessi, col rischio di "sottostimare l'Rt". Qui la situazione potrebbe richiedere la proclamazione della zona rossa.

In Emilia Romagna lo scenario potrebbe spostarsi da giallo ad arancione. Preoccupano infatti l’indice Rt ormai stabilmente sopra quota 1,5, e i dati sui ricoveri e terapie intensive.

La Toscana, proprio ieri, ha reso noti i dati sui 1.303 anziani contagiati nelle Rsa e qui la situazione potrebbe degenerare e rendere necessaria l’adozione di misure per la zona rossa.

L’Umbria rischia invece di diventare zona arancione per via dell’indice Rt al di sopra dell’1,5 e il continuo aumento delle ospedalizzazioni.

Infine, situazione difficile anche in Abruzzo, dove negli ultimi giorni è cresciuta la pressione sugli ospedale e in tutta la Regione si vanno riempiendo i reparti di terapia intensiva.

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